Testi
id Opera Titolazione estratto Estratto originale Traduzione Note Operazioni
270L'orologio di Lisa"Fuori Porta Codalunga"
Qui il facondo uomo mi spiegava in sei pagine come...
147La Betía"Orbo chi non vede Padova" (Prologo per le recite in Pavana)
O Pava da Truogia! o sangue zusto! Cum a’ favelo...
O Padova discesa da Troia! o sangue giusto! Quando...
74Rime di Francesco di VannozzoPadoa (Sonetto CLXXXIX-2)
Padoa
Corona santa, ch’èi da Dio most...
Il sonetto, antecedente al 1388, personifica la città di Padova che, all'epoca controllata da Francesco Novello, chiede protezione a Visconti, Signore di Milano. Con stile elevato e forte influenza petrarchesca, Padova rivendica le sue origini nobili, risalenti al fondatore mitico Antenore.
75Canzoniere di Domizio BrocardoPrati, arboselli et amorosi cori (Sonetto XIX)
Prati, arboselli et amorosi cori
che 'l bel pi...
Il sonetto recupera a pieno il modello petrarchesco: l'imitazione di Petrarca è intenzionale ed esibita con calchi, intarsi e trasposizioni. Tuttavia va segnalata l'efficacia descrittiva degli scorsi paesaggistici che, secondo Armando Balduino, facendo leva su una mestizia elegiaca, diventa «l'inflessione dominante» della poesia di Brocardo.
129Rime di Bernardo TassoA Messer Sperone (II 78)
Giudice de' miei scritti accorto e saggio,
che ...
126Rime di Bernardo TassoA Monsignor Bembo (II 77)
Poi ch' ogni lume di giudizio avete
in voi, Bem...
163Amorosa SperanzaA Padova in barca (V, VI)
No no, parlate pur quanto vi piace
A l'orecchie...
235Notizie della sua vita scritte da lei medesimaA Padova: moglie e poetessa
Diedi un addio alla mia famiglia, un altro a Ponte...
108Rime di Girolamo RamusioA Petrarca
Is tibi, nec nescis, mente est iunctissimus omni,<...
Anche se ora io riposo tra le stelle, nella più a...
51Epystolae familiaresA Tito Livio (Familiares XXIV, 8)
Ad Titum Livium historicum. [Padova, 22 feb...
A Tito Livio. [Padova, 22 febbraio 1350]
Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate da Giuseppe Fracassetti, vol. V, Firenze, Le Monnier, 1865, pp. 163-164.
31Ab Urbe condita libri CXLIIAb Urbe condita I, I 1-3
[1, 1] Iam primum omnium satis constat Troia capta...
[1, 1] Anzitutto concordemente si tramanda che dop...
34Ab Urbe condita libri CXLIIAb Urbe condita X, II 4-15
[4] Circumvectus inde Brundisii promunturium medio...
[4] Circumnavigata poi la punta di Brindisi e spin...
37Ab Urbe condita libri CXLIIAb Urbe condita XXII, 40, 19[19] Veritatem laborare nimis saepe aiunt, extingui numquam; vanam gloriam qui spreverit, veram habebit.[19] Dicono che la verità è troppo spesso disconosciuta, ma non mai soffocata; chi disprezzerà una gloria vana, avrà quella vera.
33Ab Urbe condita libri CXLIIAb Urbe condita, Praefatio, 1-5
[1] Facturusne operae pretium sim, si a primordio ...
[1] Non ho la certezza, né, se anche l'avessi, os...
36Ab Urbe condita libri CXLIIAb Urbe condita, Praefatio, 12-13
Sed querellae, ne tum quidem gratae futurae, cum f...
Ma i lamenti, che neppure allora saranno graditi, ...
92Elegie di Giano PannonioAd animam suam (elegia XII)
Mens, quae lactiferi niveo de limite circi,
Flu...
Anima mia, che discendesti candida
dal limite n...
25Epistole metricheAd collegium artistarum (vv. 1-44)
Que tibi digna feram suscepte premia palme,
inc...
Quali degne ricompense offrirò a te, mia città, ...
L'epistola è databile tra il 1315 e il 1316 e fu composta da Mussato in occasione della sua incoronazione a poeta o del suo primo anniversario.
71Rime di Giovanni Dondi dall'OrologioAforismi: come vivere e amare (madrigale XLII)
Non ama chi vuol ben pur per si stesso;
non viv...
312Mémoires d’outre-tombeAl Santo di Padova
Padoue, 20 septembre 1833
Saint-Antoine ...
Padova, 20 settembre 1833
Sant'Antonio d...
239Dalle carceri di PadovaAmar la patria (vv. 33-40; 57-64)
Amar la patria è cosa
sì santa e generosa,
96ArgonauticaAnsie e dubbi di Medea (VII, 9-20)
«Nunc ego quo casu vel quo sic pervigil usque
...
«Quale sorte, o che smarrimento, nell'insonnia co...
128Rime di Bernardo TassoAntenor mai, poi che i liti vermigli (I 24)
Antenor mai, poi che i liti vermigli
lasciò di...
278Pagine all'ombraAppello agli studenti
Studenti dell’Università di Padova!
...
303ErraticiBallata dell'escursione termica -10 +33
chi sfidava il ringhioso astro
per puro affetto, per me?
Proseguiva il nostro, dialogo
delle dita, sottovoce
nell'ombra mite di quel caffè...
Così avvenne che l'escursione
di quaranta gradi e più
affrontammo per nudo affetto,
tu con mirabile intelletto
io folle s'altro mai fu...
Era un affetto o era un amore
che più grande non si può?
Non posso dirvelo, no." data-short="Nell'aura del Magno studio Patavino
Ah i..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">Nell'aura del Magno studio Patavino
Ah i...
127Rime di Bernardo TassoBembo, che d'ir al ciel mostri il camino (I 9)
Bembo, che d'ir al ciel mostri il camino
per mi...
81CatiniaBere, mangiare, godersela
L. - Bibamus, o socii, comedamus, gaudeamus! Hec v...
L. - Beviamo compagni, mangiamo, godiamocela! Vi g...
289Città maternaBorgo Santa Croce
Qualche volta, condotto delicatamente per mano dal...
277Versi di Ippolito NievoBruto Minimo all'Università (vv. 121-156)
Quando la mala nuova – entro in Pedrocchi
Fu ...
124CanaceCanace (Canace: vv. ?)
CANACE
A quai promesse vane
Di bugiarda sper...
121CanaceCanace (Macareo, vv. 1808-1820; 1826-1832
MACAREO
O crudel Macareo, ancora vivi?
Ancor...
120CanaceCanace (Ombra: vv. 1-45)
OMBRA
Uscito dello 'nferno,
Vegno al vostro ...
253Poesie di Vittoria AganoorCasa natale
Vecchia casa lontana,
aperta su quel prato
c...
162CelindaCelinda (I, III 356-375)
Modi perch'io non mora?"
E poi a la mia bocca
Giunse i vivi rubini e quasi isvenne,
Se non ch'il guardo pregno
Di lagrime e di duol fisso tenea
Ne gl'occhi e nel mio volto.
Ma tanto feci e tanto dissi alfine
Che spinse la mia destra
Sopra il candido seno, e allor m'avvidi
Non esser com'io il mio de' pomi adoro.
Ella smarrita, immota e di sì fuori,
Viva, ma senza vita e senza moto,
Cadavero vivere,
Più non facea difesa." data-short="CELINDA:
Ed ella che pensava
Al vicino perig..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">CELINDA:
Ed ella che pensava
Al vicino perig...
125VitaCellini ospite di Bembo
Veduto fatto una tal resoluzione, presi un cavallo...
326À la recherche du temps perduCongedo
Puis le train partit et nous vîmes Padoue et Vér...
Poi vedemmo Padova e Verona venirci incontro, dirci addio quasi fino alla stazione e, quando ci fummo allontanati, tornare – esse che non partivano e stavano per riprendere la loro vita – l’una alla sua pianura, l’altra alle sue colline.Traduzione: M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto, vol. III, a cura di M. Bongiovanni Bertini, Torino, Einaudi, 1981, p. 682
194Il ParnasoContro i bravi di Padova
Signor, tutto comporto, ma quei bravi,
ma quei ...
225Ultime lettere di Jacopo OrtisContro il conformismo accademico
Padova, 23 Dicembre.
Questo scomunicato ...
191[Versi invettivi]Contro il divieto di rappresentazione
Bianca, dal tuo sepolcro invan ti trassi
E d’...
123Dialogo delle lingueContro le morte latine parole
CORTEG.: Parmi, Monsignor, che così temiate di di...
297Poesie di Andrea ZanzottoCosì siamo (IX Ecloghe)
Dicevano, a Padova, «anch'io»
gli amici «l'h...
45Divina CommediaCunizza da Romano e la profezia su Padova (Paradiso IX, 13-66)
beato spirto", dissi, "e fammi prova
ch'i' possa in te refletter quel ch'io penso!".
Onde la luce che m'era ancor nova,
del suo profondo, ond'ella pria cantava,
seguette come a cui di ben far giova:
"In quella parte de la terra prava
italica che siede tra Rïalto
e le fontane di Brenta e di Piava,
si leva un colle, e non surge molt'alto,
là onde scese già una facella
che fece a la contrada un grande assalto.
D'una radice nacqui e io ed ella:
Cunizza fui chiamata, e qui refulgo
perché mi vinse il lume d'esta stella;
ma lietamente a me medesma indulgo
la cagion di mia sorte, e non mi noia;
che parria forse forte al vostro vulgo.
Di questa luculenta e cara gioia
del nostro cielo che più m'è propinqua,
grande fama rimase; e pria che moia,
questo centesimo anno ancor s'incinqua:
vedi se far si dee l'omo eccellente,
sì ch'altra vita la prima relinqua.
E ciò non pensa la turba presente
che Tagliamento e Adice richiude,
né per esser battuta ancor si pente;
ma tosto fia che Padova al palude
cangerà l'acqua che Vincenza bagna,
per essere al dover le genti crude;
e dove Sile e Cagnan s'accompagna,
tal signoreggia e va con la testa alta,
che già per lui carpir si fa la ragna.
Piangerà Feltro ancora la difalta
de l'empio suo pastor, che sarà sconcia
sì, che per simil non s'entrò in malta.
Troppo sarebbe larga la bigoncia
che ricevesse il sangue ferrarese,
e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,
che donerà questo prete cortese
per mostrarsi di parte; e cotai doni
conformi fieno al viver del paese.
Sù sono specchi, voi dicete Troni,
onde refulge a noi Dio giudicante;
sì che questi parlar ne paion buoni”.
Qui si tacette; e fecemi sembiante
che fosse ad altro volta, per la rota
in che si mise com'era davante. " data-short="Ed ecco un altro di quelli splendori
ver' me si..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">Ed ecco un altro di quelli splendori
ver' me si...
Cunizza Da Romano era l'ultimogenita di Ezzelino II da Romano e di Adelaide degli Alberti; nacque probabilmente nel 1198, ma non se ne hanno notizie anteriori al 1222 (una sommaria biografia è tracciata dal padovano Rolandino nella sua Cronica in factis et circa facta Marchiae Trivixanae, quando andò sposa a Rizzardo di San Bonifacio, signore di Verona: un matrimonio politico che avrebbe dovuto suggellare la ristabilita concordia dei da Romano con i San Bonifacio, e fu invece coinvolto nella subito rinnovata ostilità tra le due famiglie per il possesso di Verona. In questo quadro si colloca l'avvenimento che sollevò allora grande clamore e lasciò tanta eco intorno ai suoi due protagonisti: il ratto di Cunizza a opera di Sordello. Infatti, sia Ezzelino che suo padre, giudicando Cunizza in pericolo di divenire un ostaggio a casa di Rizzardo a causa delle tensioni tra i due casati, decisero in comune accordo di incaricare il trovatore Sordello da Goito di rapire la donna e di riportarla alla corte paterna. Secondo una tradizione, Sordello s'innamorò per divertimento di Cunizza e lei di lui, ancora quando i due vivevano alla corte dei San Bonifacio a Verona, rimanendo tuttavia la loro relazione di natura platonica e conforme al concetto dell'amor cortese. Secondo un'altra versione, invece, Sordello sarebbe un grande amatore, falso e ingannatore nei confronti delle donne e dei signori presso i quali dimorava, avrebbe dunque corteggiato e sedotto Cunizza, a sua volta donna passionale e attratta dall'avventura, e i due dopo la fuga avrebbero intrattenuto un rapporto concreto, come sostenuto anche dal Rolandino.
Dante inserisce Cunizza, che forse conobbe di persona quando, ormai anziana, viveva in Toscana, nel Canto IX del Paradiso, collocandola nel cielo di Venere fra le anime che vissero sotto l'influsso del «bel pianeta che d'amar conforta». La critica nel tempo si è molto interrogata sul significato della sua presenza in questo luogo dantesco. Secondo le tesi più recenti, la nobildonna è un mezzo per esaltare in realtà i da Romano, fieri ghibellini vicini a Federico II e precursori di Cangrande della Scala, in opposizione del guelfismo che, dopo la caduta della casata, dilagava nelle città venete (soprattutto a Padova) assetato di vendetta. Il racconto di Cunizza, infatti, non focalizza su se stessa, ma ha come unico scopo quello di parlare in rappresentanza della sua terra dilaniata. Cunizza profetizza tragici eventi che riguardano Padova, Treviso e Feltre. I Padovani, sottomessi a Enrico VII nel 1311 e poi subito sollevatisi contro di lui, assalirono la ghibellina Vicenza (settembre 1314) ma furono duramente sconfitti presso le paludi del Bacchiglione dai Vicentini stessi, guidati da Cangrande.
314Voyage en ItalieDa Venezia a Padova in treno
Sortir de gondole pour monter en chemin de fer est...
Scendere dalla gondola per salire in treno è un'a...
64Comentum super Dantis Aldigherii ComoediamDante e Giotto a Padova
Accidit autem semel quod dum Giottus pingeret Padu...
Saturnalia di Macrobio), ma perché sembrava davvero nata dall’ingegno dell'uomo. " data-short="Accadde una volta che, mentre Giotto stava dipinge..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">Accadde una volta che, mentre Giotto stava dipinge...
152LususDe Patavio a militibus vastata (XXXV)
Urbs, quam vetusto vectus ab Ilio
Post fata Tro...
Città che, dall’antica Ilio, dopo i tristi dest...
Il testo fa riferimento alla devastazione di Padova nell'assedio del settembre 1509, durante la guerra della Lega di Cambrai.
107CancionetteDelusione amorosa (cap. II, vv. 43-63)
Questa non è quella sperancia ardente
che nel ...
5Lettere di Ippolito NievoDescrizione tragico-comica di una giornata padovana
Ad Attilio Magri, Padova, marzo 1854
E v...
279Pagine all'ombraDiscorso inaugurale dell'anno accademico 1943-1944
Se i rintocchi della torre del Bò non annunziano ...
274L'Alcòva d'acciaioDivina velocità
L'abitudine delle vaste respiranti, dilatate, pian...
255Il libro dei versiDualismo (vv. 1-21)
Son luce ed ombra; angelica
Farfalla o verme im...
116La BetíaElogio di Padova (Prologo per le recite in Pavana)
O Ieson Dio! essere pavan è pur bela cossa. Mo un...
O Gesù Dio! essere pavano è pure una bella cosa....
85Epistolario di Guarino VeroneseEpistola ad Antonio Baratella
Guarinus Veronensis Antonio Baratellae Laureio ...
Guarino Veronese ad Antonio Baratella poeta pad...
8Epitaffio di Rolandino da PadovaEpitaffio
Grammatice doctor, simul artis rhetoricorum,
Ro...
Dottore in grammatica, così come nell’arte ...
17Epitaffio di Lovato LovatiEpitaffio
Id quod es, ante fui; quid sim post funera, queris...
Ciò che tu sei, prima io fui, che cosa io sia ...
18Epitaffio di AntenoreEpitaffioInclitus Ant(h)enor patriam vox nisa quietem
Transtulit huc Enetum Dardanidumq(ue) fugas,
Expulit Euganeos, Patavina(m) (con)didit urbem,
Quem tenet hic umili ma(r)more cesa domus.
Il glorioso Antenore, voce tesa alla pace della patria,
Scortò qui la fuga degli Eneti e dei Troiani,
Scacciò gli Euganei, fondò la città di Padova.
Lo custodisce qui una dimora, ricavata da umile marmo.
32Iscrizione di Tito LivioEpitaffioV(ivus) f(ecit)
T(itus) Livius
Liviae T(iti) f(iliae)
Quartae l(ibertus)
Halys
Concordialis
Patavi
sibi et suis
omnibus.
Da vivo fece Tito Livio Halys, liberto, di Livia, figlia quarta di Tito, di Padova, per sé e per tutti i suoi.
35Lapide funerariaEpitaffioT. Livius C. f(ilius) sibi et suisTito Livio, per sé e per i suoi
117Epitaffio di Sperone SperoniEpitaffio
Sperone Speroni
nacque
nel MD di XII d’apr...
183La secchia rapitaEzzelino (VIII 11-12)
De l'orribile pugna il gran successo
sparse int...
232RaccontiFanny e Filippo
«D'una cosa — diceva ella — io poveretta avev...
304Poesie di Andrea ZanzottoFrammenti da un'Inchiesta su Padova
Con un fià(to) di febbraio, un bruscolo di marzo<...
Il testo - assente nella raccolta - è stato pubblicato in «Poesia», VII, 70, febbraio 1994, pp. 64-65.
173L'ErmionaGiove desidera rapire Europa (II, I)
Giove:
Figlio, del crudo Amor pungente strale
199Giulio CesareGiulio Cesare (Prologo)
Ombra di Pompeo:
Del Magno invendicato O...
208MémoiresGli applausi del pubblico padovano (I, XXXVII)
La compagnia Grimani era andata a Padova per reci...
41Divina CommediaGli argini padovani modello per l'Inferno dantesco (Inferno XV, 1-12)
Ora cen porta l'un de' duri margini;
e 'l fummo...
All'inizio del canto XV dell'Inferno, Dante riporta, insieme all'esempio delle dighe dei Paesi Bassi, le disposizioni idrauliche e le arginature di Padova a modello per rappresentare gli argini dell'Inferno. La precisa descrizione che fa Dante delle arginature padovane (anche in Purgatorio V, 82-84 delle zone bonificate da Francesco il Vecchio da Carrara) invita a credere in una presenza visiva di Dante e dunque è un elemento che avvalora l'ipotesi di una reale presenza di Dante a Padova, seppur si resti sempre nel campo delle probabilità.
159Rime di Isabella AndreiniGli imaginati amori (sonetto I)
S'alcun fia mai che i versi miei negletti
legga...
79CatiniaGli studenti a Padova
B. - Litterarum studiosos, adultos, iuvenes, multo...
B. - Io in città, a Padova, ho potuto osservare m...
273NotturnoI fiori di Padova
Nerissa mi manda la sua fanticella a portarmi sott...
188Carteggio di Galileo GalileiI migliori diciott'anni
A Fortunio Liceti (23 giugno 1640)
[...]...
97PunicaI Patavini: una schiera troiana (Punica, VIII 602-603)Tum Troiana manus, tellure antiquitus orti
Euganea profugique sacris Antenoris oris.
[I Patavini] Una schiera troiana, da tempo antico originaria
della terra euganea, profuga dai sacri lidi di Antenore.
95De doctrina promiscuaI pronostici astrologici: la peste a Padova (cap. XXXII)
[...] universales rerum praenuntiationes hoc modo ...
[...] gli indovinamenti universali delle cose fatt...
Traduzione cinquecentesca: G. Marzio da Narni, Della varia dottrina, Tradotto in Volgare Fiorentino per M. Francesco Serdonati con la giunta d'alcune brevi annotazioni, Firenze, Per Filippo Giunti, 1595, pp. 359-360.
153I StudentiI Studenti (II, V 740-747)
Né più qui, né a Padova,
Né a Bologna, né ...
48Epystolae familiaresI versi per Giacomo II di Carrara (Familiares XI, 3)
Ad Iohannem Aretinum, Mantue dominorum cancella...
A Giovanni Aretino
Tu chiedi, o per megl...
Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. III, pp. 28-33.
200Il Burchiello (Stanze veneziane)Il Burchiello di Padova (vv. 1-8)
Gera in barca da Padoa, o sia Burchiello,
Che v...
Ero sul battello da Padova, cioè il Burchiello,
306Viaggio in Italia di Guido PioveneIl cuore di Padova
Il cuore di Padova è l'università; si può parla...
222Epistolario di Ugo FoscoloIl desiderio di trasferirsi a Padova
A Melchiorre Cesarotti [1796]
[...] Sper...
210Carteggio tra Wynne e MemmoIl dolore del distacco
Vicenza, ai 3 di ottobre 1758
Mon cher f...
87Rationarium viteIl fabbricante di dadi (XXVII)
His ita compositis, legatione sumpta letus abeo. E...
Dopo aver preso questi accordi e aver ricevuto l'i...
134Orlando furiosoIl figlio di Bradamante e Ruggiero e il paese di Este (XLI 63-65)
Fra l’Adice e la Brenta a piè de’ colli
ch...
Ariosto immagina che Bradamante darà alla luce il figlio di Ruggiero proprio nei pressi di Padova, il territorio fondato da Antenore, celebrato per la fertilità dei campi e la bellezza del paesaggio. Nel disegno ariostesco è la città di Este, nella provincia padovana, a diventare il luogo simbolico della fondazione dinastica degli Estensi, ai quali l'opera è dedicata.
54Epystolae familiaresIl freddo inverno padovano (Familiares XX, 14)
Ad eundem [Ad Lelium], leta gratulatio quod con...
Al medesimo [A Lelio] [Milano, 9 febbraio 1...
Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. IV, p. 311.
318Rappacini's DaughterIl giardino di Rappacini
Giovanni still found no better occupation than to ...
Giovanni non era ancora riuscito a trovare occupaz...
N. Hawthorne, La figlia di Rappacini, in Id., Tutti i racconti, a cura di S. Antonelli e I. Tattoni, Milano, Feltrinelli, 2006, pp. 893-894.
182Pastor fidoIl lamento di Amarilli (III, IV)
AMARILLI
O Mirtillo, Mirtillo, anima mia,
se...
242Poesie di Arnaldo FusinatoIl laureando
Dottore in ambe!.. santa parola
Ch'empie la boc...
59Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere)Il mal mi preme (Canzoniere, 244)
Il mal mi preme, et mi spaventa il peggio,
al q...
Il sonetto è composto in risposta a quello di Giovanni Dondi dall'Orologio, che chiede consiglio all'amico Petrarca su come superare una profonda crisi. Lo scambio di sonetti si colloca nel periodo tra l'inizio del 1372 e il settembre del 1373, che corrisponde al periodo della guerra tra Venezia e Padova. Probabilmente, gli argomenti dei testi sono di argomento politico. Petrarca invita Dondi dall'Orologio a innalzare il pensiero a Dio.
288Città maternaIl mio Pra' della Valle
Il mio Pra' della Valle non è, direi, un luogo ne...
110Carmina di Giovanni Aurelio AugurelliIl modello petrarchesco
Ad Septimium et Fuscium Thomeum: quanti faciat ...
Settimio e Fusco, celebri poeti dell’antico e de...
L’interesse per la lingua poetica di Petrarca di Giovanni Aurelio Augurelli traspare nel carme latino indirizzato a Settimio e Fosco Tomei, dove a una franca professione di petrarchismo s'accompagna l'esortazione a studiare il Petrarca volgare.
185Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondoIl moto terrestre
Voi sete pur, signor Simplicio, per quel ch'io cre...
149La BetíaIl naturale è la più bella cosa che ci sia (Prologo per le recite in Pavana)
El naturale in fra gli uomeni e le femene è la pi...
Il naturale tra gli uomini e le donne è la più b...
2Lettere di Ippolito NievoIl Paese natale
A Matilde Ferrari, Padova 30.8.50.
È pu...
144Journal de voyage en Italie (Viaggio in Italia)Il Palazzo della Ragione
Il y a une salle, la plus grande, sans piliers, qu...
C’è anche una sala, la maggiore da me veduta se...
Traduzione: M. de Montaigne, Viaggio in Italia, introduzione di G. Greco, traduzione e note di E. Camesasca, Milano, Rizzoli, 2021, p. 201.
260Lettere di Ippolito NievoIl Palio dei Sedioli
A Carlo Gobio, Padova 2.9.55
[...] Giove...
291Città maternaIl Pedrocchi
Il Pedrocchi, più che un bell'edificio, è anche ...
52Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) Il periodo padovano (Seniles X, 2)
Ad Guidonem Septem archiepyscopum Ianuensem, de...
All'arcivescovo di Genova Guido Sette. Come il ...
223Piano di StudiIl Piano di Studi
Morale. — Il Vangelo, e gli Uffizi di Cicerone, ...
197Ulisse il GiovaneIl primo abbozzo dell'UlisseGià sono quattr’anni passati che abbozzai questa Tragedia coll’occasione ch’io spiegava nel Bo la Poetica d’Aristotele; ed abbozzata che l’ebbi, la trascurai, come soglio, e con molta ragione, tutte le cose mie.Dalla Dedicatoria premessa all'edizione di Padova (1720).
238Poesie di Niccolò TommaseoIl sabato santo
Qual, da viaggi dolorosi affranto,
uom li ripen...
195L'AristodemoIl sacrificio della figlia (II, V 344-363)
Necessità di fato
obligo con la Patria, onor s...
214Italienische Reise (Viaggio in Italia)Il Salone: un'infinità limitata
Der Audienzsaal des Rathauses, mit Recht durch das...
La sala del Consiglio municipale, giustamente desi...
Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html
62Epistole di Giovanni BoccaccioIl soggiorno di Boccaccio a Padova (Epistola X)
Preclarissimo viro Francisco Petrarce laureato....
Al chiarissimo uomo Francesco Petrarca poeta la...
39Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneIl tentativo di Ezzelino di entrare a Padova (Libro III, XV)
Sicque die quadam, scilicet quinta die februario e...
E così un giorno, il 24 febbraio dello stesso ann...
268LeilaIl treno per Padova
«Signorina» diss’ella, tremando «non mi sento...
241Passa la rondaIl tricolore (vv. 1-11)
Fischiano i venti, la notte è nera;
Batte la p...
226Epistolario di Ugo FoscoloIl vero Ortis
A Sir Bartholdy (29 settembre 1808)
[......
44De Vulgari EloquentiaIl volgare padovano non è illustre (De Vulgari Eloquentia I, XIV 4-8)
Est et aliud, sicut dictum est, adeo vocabulis acc...
C'è poi quell’altro volgare, come s'è detto, t...
236Delle lodi di Giovanni Belzoni. OrazioneIn lode di Belzoni
Perchè s’io volgo lo sguardo intorno a questa i...
227Odi varieIn morte di Filippo Zerlotti da Zevio (vv. 69-84)
[nota d'autore: Due giovani, studenti nell’Un...
249Versi di Erminia Fuà FusinatoIn morte di Ippolito Nievo (II)
Egli fu tal, che al disperato pianto
De' suoi c...
76Canzoniere di Domizio BrocardoIn morte di Ziliola (Sonetto CXV)
Mille vintotto e quatrocento, alora
che 'l sol ...
Il poeta piange la morte della figlia Ziliola, accaduta il 10 ottobre 1428.
132Rime di Pietro BemboIn poca libertà con molti affanni (CXII)
In poca libertà con molti affanni
di là 'v'io...
115La VaccàriaInizia la commedia a Padova (Prologo II, Vaccaria)
Mo don' songie andò co 'l faelare? Pur ch'a no me...
Ma dove sono finito a forza di parlare? Purché no...
Nel passo è evidente il riferimento alla Basilica del Santo; quanto al «Colosseo», invece, l’identificazione ha sollevato diverse ipotesi, tra le quali indicherebbe l’Arena, oppure un Colosseo che sorgeva nei pressi della Basilica in epoca classica, scomparso durante l’alluvione barbarica, o più probabilmente, l’antico teatro Zairo, che sorgeva nell’area centrale dell’odierno Prato della Valle.
175L'amor pudicoInvenzione di Primavera
Amore:
O come al vostro arrivo
Tutto lieto e...
166Rime di Torquato TassoInvocazione a Sant'Antonio (768)
Divo, ch’avesti già nobil cuna
de l’Ocean ...
224Ultime lettere di Jacopo OrtisJacopo Ortis studente padovano
Padova, 7 Dicembre.
Non lo vo' dire; pur...
240L’8 febbraio 1848 in PadovaL'8 febbraio 1848 (vv. 97-112)
Giù quelle sciabole!
quei drappi a terra!
V...
89Rationarium viteL'accoglienza a Padova (L)
Ferebat animos Venetiam mansum ire: bella negabant...
Il mio desiderio era di andare a stabilirmi a Vene...
113Alfabeto dei villaniL'alfabeto dei villani
La santa crose, l’Ave, el Patanostro
non se l...
La santa croce, l’Ave Maria, il Paternostro
n...
100Rime di Jacopo SanguinacciL'allontanamento della donna amata (canzone X, vv. 15-42)
Zita se n’è colei che seco porta
le chiavi d...
Il componimento è un lungo lamento, modellato su schemi e motivi petrarcheschi, in cui l’io lirico rivela la sua disperazione per la partenza dell'amata Elia. Nel dolore trova spazio anche una maledizione contro Antenore e una dura invettiva contro la città da lui fondata, Padova, che nulla ha fatto per evitare che la sua donna più bella, motivo di onore e vanto, andasse via. Il poeta non risparmia nemmeno Amore, invitato a vergognarsi perché reo di aver ricompensato la sua devozione tradendolo, allontanandole la donna amata.
154Rime di Antonio BrocardoL'almo terren dagli Antenorei eletto (XXXIV)
Sì come il puro latte e i verdi fiori,
Munto e...
55Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) L'amore di Padova (Seniles XIII, 8)
Ad Matheum Longum, archidyaconum Leodiensis ecc...
A Matteo Longo, arcidiacono di Liegi. Sullo sta...
305Viaggio in Italia di Guido PioveneL'animo antico di Padova
Un mio amico francese, di passaggio per Padova, è...
258Lettere in difesa degli studentiL'aria libera della giovinezza
Vi sono certi esseri semidivini piovuti dal cielo ...
256Le Confessioni d'un ItalianoL'arrivo a Padova (cap. XIV)
Pallido stravolto agitato, senza toccar cibo né b...
50Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) L'arrivo a Padova nel 1368 e l'ospitalità di Francesco da Carrara (Seniles XI, 2)
Ad Franciscum Bruni pape secretarium. [Pado...
Al segretario papale Francesco Bruni [Padov...
219Storia della mia vita (Histoire de ma vie)L'arrivo a Padova, il burchiello, il moto terrestre
Una volta accettato il responso del professor Maco...
285I piccoli maestriL'arrivo degli Alleati a Padova
Volontari della Libertà". "Libertà?" gridò l'ufficiale, e io glielo confermai, e poi aggiunsi: "E adesso canto una canzone che vi riguarda, se non le dispiace". "Sing away" disse lui, e io attaccai:
Sono passati gli anni
sono passati i mesi
sono passati i giorni
e ze rivà i inglesi.[...]
La nostra patria è il mondo intèr...
solo pensiero - salvar l'umanità!

[...] "Cosa dicono le parole?" disse l'ufficiale. "Che finisce la guerra" dissi, e poi aggiunsi: "E che ci interessa molto la salvezza dell'umanità". "You a poet?" disse l'ufficiale. Io gli circondai l'orecchio con le mani, e gridai dentro: "Just a fucking bandit". " data-short="Il primo carro si fermò; sopra c'era un ufficiale..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">Il primo carro si fermò; sopra c'era un ufficiale...
265Lettere di Ippolito NievoL'Arte di Mantegna
A Matilde Ferrari, Padova 3.9.50
[…] S...
72Tractatus AstrariiL'Astrario di Dondi
Poiché lo scopo del meccanismo che io ho progetta...
112FacezieL'eremita Ansimirio (CXLII)
De eremita qui multas mulieres in concubitu hab...
Di un eremita che ebbe rapporti con molte donne...
245Poesie di Arnaldo FusinatoL'estate dello studente padovano (da Lo studente di Padova)
E più tardi, scoccato il mezzogiorno,
Escono i...
184Dell'antro platonicoL'impresa dell'Accademia dei Ricovrati
Antro platonico, e legami e scioglimento e
c...
82Epistole di Sicco PolentonL'incendio di Palazzo della Ragione
A Giovanni Veronese [Padova, 10 febbraio 14...
A Giovanni Veronese [Padova, 10 febbraio 14...
122CanaceL'infelicità (Canace, Cameriera, vv. 510-545)
CAMERIERA
Sempre d'allora in qua che prima aper...
66Rainaldo e LesengrinoL'inganno della volpe
Raynaldo vignia per una via
cun Lesengrin in co...
Rinaldo veniva per una strada
in compagnia di L...
Il testo fa riferimento alla seconda parte del racconto e narra il momento in cui la volpe Rainaldo capisce il pericolo, vedendo la paglia smossa: si finge dunque improvvisamente malato e fa sì che Lesengrino prosegua da solo.
283I piccoli maestriL'insurrezione di Padova
La pioggia mattutina, la gioia, la Simonetta nell...
63Epistole di Giovanni BoccaccioL'invito a Firenze (Epistola VII)
Reverendo viro domino Francisco Petrarce, canon...
Al reverendo uomo messer Francesco Petrarca, ca...
328Cartes d'itàliaL'ironia di Padova
La ciutat és porticada: porxos baixos. Al centre ...
La città è porticata: portici bassi. Al centro d...
230Poesie di Niccolò TommaseoL'Italia e l'Europa nel 1848
Mugge il tuono: e fra 'l tuono tu senti
melodia...
9Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneL'opera (Prologo; Libro XII, XIX)
Antiquorum solempnis auctoritas, moribus et doctri...
L'insigne autorità degli antichi, che bisognerebb...
247Poesie di Arnaldo FusinatoL'orologio in Piazza dei Signori (da L'orologio)Fu allor che dal letargo in che giacea
Il meccanico ingegno alfin destosse:
D'opra gigante la sublime idea
Del sommo Patavin l'animo scosse;
E surse allor fra l'Antenoree mura
La meraviglia dell'età futura.
213Italienische Reise (Viaggio in Italia)L'osservazione della palma nana
Der botanische Garten ist desto artiger und munter...
Di tanto più ameno e allegro appare l’orto bota...
205Poesie di Melchiorre CesarottiL'Umilità
Uom chi sei? donde sei? di polve impasto
Tutto ...
Il testo è un sonetto monacale di Cesarotti, composto intorno al 1792. Fu fatta una raccolta di componimenti in cui ciascun autore doveva prendere per soggetto una virtù religiosa; Cesarotti parlò dell'Umiltà.
65Divina CommediaL'usura a Padova (Inferno XVII, 64-73)
che recherà la tasca con tre becchi!"». " data-short="E un che d'una scrofa azzurra e grossa
segnato ..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">E un che d'una scrofa azzurra e grossa
segnato ...
Fra gli usurai, Dante colloca ben due padovani. La "scrofa azzurra" in campo bianco, infatti, è l'insegna della famiglia Scrovegni di Padova. A prendere parola è Rinaldo (o Reginaldo) degli Scrovegni, la cui fama di usuraio era molto diffusa. Si dice che il figlio Enrico (o Arrigo) fece costruire la cappella affrescata da Giotto per espiare i peccati del padre. Rinaldo accusa altri due personaggi: Vitaliano del Dente, cavaliere padovano, podestà di Padova nel 1307, il cui nome si trova implicato in varie vicende di liti e processi per prestiti. Il secondo nome, invece, è dell'usurario fiorentino Giovanni Buiamonti, il cui stemma erano tre becchi (cioè tre capri) in campo d'oro.
77Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIIILa domus magna (da Mussato)
Habitavit Paduae Albertinus apud pontem Molinum ea...
Albertino abitò a Padova nella zona di Ponte Moli...
Il "Bovatino" che riferisce Sicco Polenton è probabilmente Zambono di Andrea, confuso dall'umanista con Bovetino de Bovetini da Mantova, giurista rinomato e attivo a Padova negli ultimi anni del Duecento, di cui è ancora visibile l'epigrafe funeraria nel Duomo di Padova. Polenton probabilmente venne tratto in inganno dalla Questio de prole, in cui si fa riferimento al bos, e dall'epigrafe di Bovetino, in cui si legge che egli riceveva il nome a bove.
27Quaestio de proleLa Quaestio de prole: Mussato (carme II)
O non digna lupo parcae prolatio buccae,
Sit li...
O tu, offerta della guancia, non degna di un lupo ...
248Versi di Erminia Fuà FusinatoLa bandiera della Brigata Bologna
A voi, gagliarda schiera
Delle venete madri ono...
Il testo, composto nel 1860, veniva recitato con la bandiera che le signore patavine donavano alla Brigata Bologna, composta perlopiù da emigrati veneti.
323Travelling CompanionsLa Basilica del Santo
To Padua, by an early train, we accordingly went. ...
Ci recammo dunque a Padova con un treno del primo ...
254Poesie di Vittoria AganoorLa bella bimba dai capelli neri
La bella bimba dai capelli neri
è là sul prat...
40Lamento della sposa padovanaLa bona çilosia (Lamento della sposa padovana, vv. 1-18; 61-74)
Responder voi' a dona Frixa,
ke me conseja en l...
Risponderò alla signora Frixa,
che mi consigli...
141Il libro del CortegianoLa burla di Ponzio (II, LXXXIX)
Molti omini piacevoli di questa sorte ricordomi an...
280Poesie e prose di Egidio MeneghettiLa canzone della nave
Nave, tu porti un carico
d’intemerata fede,
143Journal de voyage en Italie (Viaggio in Italia)La Chiesa di Sant'Antonio
L’Eglise S. Anthoine lui samble belle; la voute ...
La chiesa di Sant'Antonio gli sembra bella; la vol...
Traduzione: M. de Montaigne, Viaggio in Italia, introduzione di G. Greco, traduzione e note di E. Camesasca, Milano, Rizzoli, 2021, p. 201.
203Poesie di Melchiorre CesarottiLa città di Padova ad Andrea Memmo
«Queste, che ’l giusto e ’l vero alfin m’el...
Nel sonetto è la città di Padova a parlare: è dedicato ad Andrea Memmo, alla fine del suo mandato di podestà.
167RinaldoLa composizione del Rinaldo tra gli "ingrati studi" (XII 90; 92)
Così scherzando, io risonar già fea
di Rinald...
216Italienische Reise (Viaggio in Italia)La contemplazione e la solitudine
So verweil' ich auch gern in der Kirche der heilig...
Del pari, con non minor godimento mi soffermai nel...
Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html
192L'AsinoLa contesa tra Padovani e Vicentini (I 1)
Io vo’ cantar le guerre e le ruine,
che segui...
189Il SaggiatoreLa costruzione del cannocchiale
Segue appresso, e, non so quanto opportunamente, s...
252Fidanzati senza saperlo!La dedica ai "martiti d'Italia"
A' suoi fratelli di emigrazione
Ai martiri d'It...
47TestamentumLa desiderata sepoltura nella chiesa di Sant'Agostino
De poco autem non magnopere curo, contentor poni, ...
Poco mi preoccupo del luogo; mi contento di essere...
118Dialogo delle lingueLa difesa del volgare
LAZ.: Se io credessi bisognarmi persuadere a' scol...
16Quaestio de proleLa disputa sull'avere figli: il verdetto finale (carme XII, vv. 1-40)
Accipe, clare, precor, genuit quem Cimbria vates,<...
Accogli, illustre, ti prego, colui che generò ...
198TobiaLa fede in DioNon è fallace mai quella speranza
Che si ponga nel Dio de' padri nostri,
Nel Dio che mai non abbandona i giusti,
Nel Dio possente: e gli avi nostri il sanno.
202Poesie di Melchiorre CesarottiLa festa del Prato (vv. 1-16)
Passagger, che il guardo intorno
Giri incerto, ...
La canzone fu composta e recitata il 12 agosto 1778 in occasione della partenza da Padova del podestà Andrea Memmo e del subentro di Domenico Michiel.
244Poesie di Arnaldo FusinatoLa fiera del Santo (da Lo studente di Padova)
La Pasqua per i poveri scolari
È una specie d'...
38EneideLa fondazione di Padova (Eneide I, 242-249)
Antenor potuit mediis elapsus Achivis
Illyricos...
Sfuggito ai Greci, Antenore poté senza pericolo
193Il ParnasoLa Fraglia dei PadraniFra noi Fortuna non si stima un fico,
fra noi la Lite è un mal inusitato,
e, mentre gli altri fanno questïone,
noi tagliamo le polpe d’un cappone.
10Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneLa grande festa in Prato della Valle (Libro I, X)
Nam in predicto anno Domini MCCVIII, potestate in ...
Nel predetto anno del Signore 1208, essendo podest...
319LettersLa grande opera di Giotto
Arrived at Padua at two o' clock. In the middle of...
Arrivammo a Padova alle due. In mezzo a una ricca ...
221Storia della mia vita (Histoire de ma vie)La guerra tra studenti e sbirri
A quel tempo gli studenti di Padova godevano di gr...
207MémoiresLa laurea al Bo
Eccomi, dunque, nella possibilità di recarmi pres...
307Il male oscuroLa laurea in lettere durante il regime
[...] e poi siamo sinceri a casa non ho alcuna int...
276Versi di Ippolito NievoLa laurea, vv. 42-65
Viva la laurea
Che unisce e mescola
Lordumi ...
327Leben des GalileiLa luce della scienzaIn dem Jahr sechzehnhundertundneun
Schien das Licht des Wissens hell
Zu Padua aus einem kleinen Haus.
Galileo Galilei rechnete aus:
Die Sonn steht still, die Erd kommt von der Stell.
Nell'anno mille seicentonove
splendé chiara la luce della scienza
in una piccola casa di Padova.
Galileo Galilei accertò coi suoi calcoli
che il sole sta fermo e la terra si muove.
Traduzione: B. Brecht, Vita di Galileo, traduzione a cura di E. Castellani, Torino, Einaudi, 1970, p. 1.
209Opuscoli morali e sentimentaliLa mia libertà di pensare, di parlare, d'agire
Mi venne fatto di sperimentare questa verità in u...
53Epystolae familiaresLa morte di Jacopo II da Carrara (Familiares XI, 2)
Ad eundem, de statu suo deque miserabili et ind...
A Giovanni Boccaccio [Padova, 7 gennaio 135...
Giacomo (o Jacopo) II da Carrara fu protettore e amico di Petrarca; Signore di Padova dal 6 maggio 1345, invitò il poeta a recarsi in città molte volte, ma Petrarca vi si recò soltanto alla fine del marzo 1349. Jacopo assegnò un canonicato a Petrarca presso la cattedrale e gli diede una casa dei pressi del Duomo. Il 19 dicembre 1350 Giacomo II venne assassinato da Guglielmo da Carrara, figlio illegittimo di Giacomo I. La morte di Giacomo II segna profondamente Petrarca.
Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. III, pp. 22-24.
264Lettere di Ippolito NievoLa pace inamovibile di Padova
A Matilde Ferrari, Padova 7.9.50
[…] M...
156Lettere di Pietro BemboLa Padova di Bembo
A M. Federigo Fregoso Arcivesc. di Salerno ...
109Rime di Girolama CorsiLa poetica (sonetto V)
Spirto gentil, che ben comprendi e sai
l'altezz...
155Rime di Antonio BrocardoLa polemica con Bembo (XLVI)
Dio capra e uomo e lana e corne, e voi,
Nove, i...
Trascrizione del testo da D. Romei, Paralipomeni della disputa Brocardo-Bembo, in «Italique. Poésie italienne de la Renaissance», XVI, 2013, p. 69.
12Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneLa Porta delle Torreselle (Libro I, X)
Sed statim, sequenti anno [1209], cum Vicentini mi...
Ma subito l'anno dopo [1209], quando i Vicentini c...
23Quaestio de proleLa posizione di Lovati (carme III)
Nubila non solvit dubii; nam et prole carentem,
Si sibi laetitiae est, reor hac in parte beatum;
Omnis enim sors est felix quae grata ferenti est:
At soboles si moesta venit, durissima res est.
Seu bona seu mala sit, prolis flet dona Lycurgus,
Nauplius, Evander, Priamus, Nestorque Creonque.
Innumeros taceo; tu de tot milibus unum
Vestigato patrem quem non stimulaverit ingens
Aut timor aut fletus pro dulci prolis amore.
Has ego cum nequeam naturae pellere partes,
Nec mea Callisto fetum labendo figuret
In melius, tali semper caruisse bacillo
Parte emerem vitae: tantus dolor urget habentem. " data-short=""Progenies si laeta venit, ditissima res est"
N..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">"Progenies si laeta venit, ditissima res est"
N...
Ma le nubi non sciolgono il dubbio: infatti anche colui che è privo di prole,
se trova in sé stesso la gioia, io lo ritengo, sotto questo aspetto, beato;
poiché ogni sorte è felice per chi la accoglie con gratitudine.
Ma se la discendenza viene con dolore, è la cosa più dura.
Buona o cattiva che sia, Licurgo piange i doni della prole,
come pure Nauplio, Evandro, Priamo, Nestore e Creonte.
Taccio gli innumerevoli altri; tu, tra migliaia, cercane uno,
un solo padre che non sia stato colpito
da grande timore o da pianto per amore della dolce prole.
Poiché io non posso sottrarmi a questi aspetti imposti dalla natura,
né può Callisto, nel cadere, plasmare la sua creatura
in meglio, preferirei sempre aver fatto a meno di questo virgulto,
purché ne guadagnassi una parte della mia vita: tanto dolore pesa su chi ha figli. " data-short=""Se una discendenza nasce lieta, è la cosa più f..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">"Se una discendenza nasce lieta, è la cosa più f...
211Italienische Reise (Viaggio in Italia)La posizione di Padova dall'Osservatorio
Die herrliche Lage der Stadt konnte ich vom Observ...
Quanto sia bella la posizione della città ho potu...
Testo in lingua: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html
284I piccoli maestriLa repressione della GNR
La sede della GNR [Guarda Nazionale Repubblicana] ...
296Poesie e prose di Egidio MeneghettiLa riapertura dell'università (31 luglio 1945)
L'Università di Padova, attraversata la torpida v...
231Epistolario di Francesco Dall'OngaroLa sala egizia: mille idee fantastiche
Trieste, 20 ottobre 1842 [a Caterina Percoto]
321The Duchess of PaduaLa scena di Padova (I, I)
The Market Place of Padua at noon; in the backgrou...
La piazza del mercato di Padova a mezzogiorno; sul...
179La IdropicaLa scena è in Padova (Prologo)
Mirate con quale agevolezza, al calar d’una tend...
186Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondoLa scoperta delle macchie solari
Fu il primo scopritore ed osservatore delle macchi...
246Poesie di Arnaldo FusinatoLa scuola (da Lo studente di Padova)
È l'ora della scuola - in su ed in giù
Pegli ...
269Lettere di Ippolito NievoLa strada ferrata
A Matilde Ferrari, Padova 3.9.50
Eccomi ...
29EcerinisLa superbia degli uomini e le conseguenze della tirannide (Ecerinis, vv. 113-162)
Chorus: Quis vos exagitat furor,
o morta...
Coro: Quale furore vi agita stirpe mortale ...
196Ulisse il GiovaneLa tragedia
Indovina: Pria che sparisca il cielo,
Nu...
49Epystolae familiaresLa traslazione di Sant'Antonio (Familiares IX, 13)
Ad Philippum de Vitriaco musicum, increpatur eo...
A Filippo di Vitry [Padova, 15 febbraio 135...
Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. II, p. 426.
140Italia liberata dai GotiLa vendetta mancata di Ablavio e il sacrificio a Santa Sofia (XX)
Eterno Re, ch'a l'opre de' mortali
dài sempre ...
Il passo racconta il tentativo di vendetta di Nemesio su Achille, che uccise Argalto, duca di Padova.
4Le Confessioni d'un ItalianoLa vita degli studenti padovani e le notizie di Francia (cap. VIII)
Il mio vivere a Padova era proprio quello d'un pov...
83CatiniaLa vita lietaL. - Equidem nullum genus vivendi nobilius hoc nostro puto: nos hac sub umbra, quam tegmen frondosum facit, summa cum pace et animo leti et fronte iucunda bibimus, comedium, gaudemus. Quid felicius?
L. - Per me, torno a dire, non c'è proprio nessun...
220Storia della mia vita (Histoire de ma vie)La vita studentesca con gli studenti più famigerati
Passai ancora un anno a Padova a studiare legge, m...
88Rationarium viteLa vita studentesca e la moderazione nello studio (XXVI)
Tuo igitur Deus munere, cum urgeter viam illam sci...
E dunque, o Dio, per tuo dono, benché cercassero ...
86Elegie di Giano PannonioLaus Andreae Mantegnae, Pictoris Patavinis A. MCCCC LVIII (elegia II)
Qualem Pellaeo fidum cum rege sodalem,
Pinxit A...
Come la mano di Apelle, famosa per la sua straordi...
80CatiniaLe discipline del Trivio
Ce. - Pedetentim eamus, atque audiamus quid Trivio...
B. - A me pare ostrogoto: mai sentita prima questa parola.
Ce. - Pare anche a me. [...]
Ca. - Io ormai sono vecchiotto, o quasi, e ho girato abbastanza il mondo, sono stato a contatto con tanta gente, d'ogni genere, ma questo nome mai e poi mai l'ho sentito. [...] Di due ci hai già detto tutto. Ora, per non far torto a nessuna, parlaci anche di questa benedetta terza arte.
Q. - Quest'arte, cui riservano il terzo posto, viene chiamata dai suoi cultori "Retorica".
B. - Ma questa almeno ti sa dare qualcosa di buono?
Q. - Io ti posso dire quello che ti direbbero i suoi estimatori: essa possiede i mezzi mediante i quali tiri la gente dalla tua parte persuadendola delle tue buone ragioni.
B. - E questa sì che mi farebbe tantissimo comodo, perché ogni qual volta se ne presentasse la necessità potrei con il suo aiuto convincere, tutto carezzevole e invitante, gli spilorci a bere, mangiare e a divertirsi." data-short="Ce. - Sentiamo ora che mai si pretenda da quel lor..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">Ce. - Sentiamo ora che mai si pretenda da quel lor...
70Rime di Giovanni Dondi dall'OrologioLe distrazioni dallo studio (sonetto XXXV)
Hora prov'io che l'è ben vero el detto
del gra...
Il sonetto è una divertita rappresentazione dei fastidi che disturbavano lo studio di Dondi: le rumorose molestie dei colleghi grammatici e la distrazione causata dalle belle fanciulle.
56Senilium Rerum Libri (Lettere Senili) Lettera ai posteri: il canonicato a Padova (Seniles XVIII, 1)
Posteritati
Fuerit tibi forsan de me ali...
Ai posteri
Forse ti accadrà di udire qu...
La lettera alla posterità venne progettata da Petrarca come conclusione della raccolta delle Senili, che dovevano concludersi, dunque, con la biografia del poeta. Tuttavia, le Senili non ebbero l'ultima mano del loro autore e questa lettera rimase incompleta e in uno stato di abbozzo. Fu composta in un nucleo originario probabilmente prima del 1367 e continuata poi tra il 1370 e il 1371; racconta la vita del poeta fino al 1351.
90Rationarium viteLezioni d'eloquenza (LIV)
Ede signata me composui. Non mentior: nequaquam ad...
Mi sistemai nella casa assegnatami. Non mento, fin...
243Poesie di Arnaldo FusinatoLo studente di Padova
Studente, come insegna la grammatica,
È il par...
84FoscaraLoreggia
Iam Dis et socie superis vestigia in oris
solic...
E già Dite e le compagne affrettano il passo nell...
101Epistole di Maddalena ScrovegniMaddalena Scrovegni a Jacopo del Verme
Littera dominae Magdalenae filiae domini Ugolin...
Lettera di Maddalena, figlia del signore Ugolin...
Questa è la lettera più celebre di Maddalena Scrovegni, la gratulatoria diretta a Pietro Dal Verme in occasione del suo ingresso in Padova il 18 dicembre 1388. Nell’epistola, l’unica pubblicata, che dichiarò di aver scritto su suggerimento di Ugolotto Biancardo, capitano delle truppe viscontee, Maddalena descrisse la conquista di Padova in termini quasi apocalittici, vedendo nel Dal Verme una brillante stella di giustizia e pietà divina che giunge alfine a frenare i tiranni, che finalmente pagheranno il fio dei loro misfatti, e a risollevare gli afflitti cittadini di Padova per i quali si augura l’inizio di un lungo periodo di buon governo. L’epistola combina citazioni bibliche, soprattutto dai Salmi e dai Profeti, con parti genuinamente frutto dell’abilità della redattrice e riveste grande interesse storico in quanto richiama e ripercorre le discordie che opposero la famiglia Scrovegni ai signori da Carrara.
215Italienische Reise (Viaggio in Italia)Mantegna nella Chiesa degli Eremitani
In der Kirche der Eremitaner habe ich Gemälde von...
Nella chiesa degli Eremitani ho visto gli affresch...
Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html
217FaustMefistofele e Marta (vv. 2917-2931)
Marthe:
Ist tot? das treue Herz! O weh!<...
Marta:
Morto? Quell'angelo di fedeltà! ...
282I piccoli maestriMeneghello e la filosofia
«Tu sei studente, no?» mi disse. Io dissi di sì...
158La MirtillaMirtilla (II, III 1168-1179)
MIRTILLA:
Deh perché segui, Uranio, chi ti fug...
111MorganteMorire dalle risate (Morgante, XIX 148-150)
A poco a poco si fu intabaccato
a questo giuoco...
181Rime di Battista GuariniNavigando la Brenta (XLIV)
Ecco i' lascio, madonna, il vostro cielo,
altru...
259Lettere in difesa degli studentiNel bagordo carnevalesco del sonno
Erano jeri sera le undici e mezza, ed io m'aggirav...
313Rime e ritmiNel chiostro del Santo
Sì come fiocchi di fumo candido
tenui sfilando...
Il testo è datato 7 aprile 1887.
271Poesie di Antonio FogazzaroNel cimitero di Padova (parte III)
Ritornai alle tenebre piangenti;
Vi sapea di pu...
267MalombraNepo Salvador studente a Padova (II, II)
Escito di collegio, studiò leggi a Padova. Nell...
172L'AtestioNessuna città è come Padova (III 34-35)
[…] io non potrei
Città propor che a Padova ...
103Rime di Jacopo SanguinacciNon perch’io sia bastante a dechiararte (canzone VII, vv. 16-45)
Tu m’hai pregatto, adonque, ch’io te scriva
160La Fida NinfaO bella Arquadia (Prologo)
O mia da me già per un tempo eletto Nido caro e d...
58Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere)O cameretta (Canzoniere, 234)
O cameretta che già fosti un porto
a le gravi ...
105Rime di Marco BusinelloO caro studio
O caro studio mio pien di dolore,
di lacrime, d...
131Rime di Pietro BemboO rossigniuol (LIX)
dal campo ch'ad Antenor non dispiacque,
con le fere et con gli arbori et con l'acque ad alta voce un huom d'Amor si lagna.
Dolore il ciba et di lagrime bagna
l'herba et le piaggie, et da che pria li piacque
penser di voi, quanto mai disse o tacque
va rimembrando; e 'n tanto ogni campagna
empie di gridi, u' pur che 'l piè lo porte,
et sol desio di morte
mostra ne gli occhi, e 'n bocca ha 'l vostro nome,
giovene anchor al volto et a le chiome".
Che parli, o sventurato?
A cui ragioni? A che così ti sfaci?
Et per che non più tosto piagni et taci?" data-short="O rossigniuol, che 'n queste verdi fronde
sovra..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">O rossigniuol, che 'n queste verdi fronde
sovra...
237Ode a JappelliOde a Jappelli restauratore del Teatro Verdi
O novator ostile?
E greco od è romano
Questo tuo circo strano?
Perchè sprezzar le norme
Onde a Corinto e a Roma
Sorgeano in varie forme,
Che ognun conosce e noma,
Archi, teatri e templi,
Unici all’arte esempli?"
[...]
Non solo in tele e in carte
La Poesia dimora;
Prima regnò nell’arte
Che edifica e decora,
E indarno i voli suoi
Tarpar vorreste voi.
Tempo è che sorga alfine
Chi innalzi circhi e case
Non pur colle ruine
Delle città già rase,
Ma come il vate ai carmi
Dia nuovo stile ai marmi.
[...]
Osa, Japelli, e trova
Col creatore ingegno
Alla progenie nova
Un monumento degno,
E te plaudente e lieta
Saluterà poeta!" data-short="Mentre il tuo nome imprimi,
Mirabile Japelli,Mentre il tuo nome imprimi,
Mirabile Japelli,
272ElettraPadova - città del silenzio
Non alla solitudine scrovegna,
o Padova, in que...
165Rime di Torquato TassoPadova agognata (628)
Speron, ne’ vostri monti e nel bel piano
il s...
309Padova e i Colli EuganeiPadova antichissima
Vasta è questa Padova antichissima che si importi...
148L'AnconitanaPadova cielo e amore
E perzòntena mo mi, che a' son mi mo, e che a' s...
E per questo ora io, che sono io, e che so tutto q...
293Città maternaPadova città materna
C’è nei miei più lontani ricordi una città va...
28EcerinisPadova e la difesa della propria libertà (Ecerinis, vv. 401-458)
Nuntius: Progressa Venetis exulum fervens a...
Nunzio: Venendo su per i fiumi veneti, una ...
Padova fu conquistata ufficialmente da Ezzelino III il 24 febbraio 1237, dopo una prima resistenza ai suoi assalti. Il 20 giugno 1256, mentre Ezzelino è all'assedio di Mantova, la città di Padova, da otto anni governata dal podestà Ansedisio de' Guidotti, nipote di Ezzelino, finalmente è liberata, grazie anche alla crociata indetta da Innocenzo IV.
308Veneto felicePadova è una torta di mille foglie
Padova non è solo la città di Antenore, essa è ...
99Rime di Jacopo SanguinacciPadova non merita infamia o tristezza (canzone XIII, vv. 106-120)
Onde, principe illustre, a te ricoro,
pregando ...
In questa canzone il poeta si rivolge al doge di Venezia Francesco Foscari a nome di tutti i concittadini padovani, chiedendo di non far ricadere sull'intera città le colpe e le conseguenze dell'azione scellerata di Marsilio da Carrara, il quale, fomentato da alcuni avventurieri veneti e appoggiato dai Visconti, aveva provato a riconquistare Padova con un colpo di mano nel marzo del 1435. Il poeta, affranto per la fama dei padovani ormai compromessa dalle aspirazioni di alcuni, cede dapprima la parola alla città stessa, che, tradita con l’inganno, si dice fiduciosa nella giustizia di Dio; ne assume poi la difesa, adducendo esempi tratti dalla storia romana e da quella veneziana a dimostrazione della non necessaria ricaduta della condotta dei singoli sulla fama collettiva.
317Angelo, tyran de PadouePadova sottomessa: il Gattamelata a Brescia (I, I)
Oui, vous êtes le maître ici, monseigneur, vous ...
Sì, qui voi siete il padrone, monsignore, siete i...
Traduzione: V. Hugo, Angelo, tiranno di Padova, in Id., Teatro completo, a cura di V. Almanzi, vol. III, Milano, Bietti, [19…], pp. 183-185.
292Città maternaPadova trina ed una
L'aria di Padova, quando non sopravvenga di forivi...
315Voyage en ItaliePadova triste e deserta
Padoue est une ville ancienne et qui fait assez fi...
Padova è una città antica che vi accoglie con la...
142La bisbetica domata (The Taming of the Shrew)Padova: culla delle arti (I, I 1-9; 21-24)
LUCENTIO
Tranio, since for the great desire I h...
LUCENZIO: Tranio, il gran desiderio di vedere la b...
67Rime di Giovanni Dondi dall'OrologioPadova: dolce ostello (sonetto XXXIII)
Per far a casa felice ritorno
da quella che de ...
Questo sonetto si riferisce al viaggio di ritorno che Dondi compì per Padova dopo essersi recato a visitare Roma nella Pasqua del 1375.
139Lettere di Battista GuariniPadova: sicuro e solito porto de' miei naufragi
Al Signor Cardinale Scipione Gonzaga, 3 settemb...
145Lettere di Alessandro GuariniPadova: un picciol mondo
A Fausto Ugolini
[...] Starò dunque asp...
73Rime di Francesco di VannozzoPadova: «fontana viva» (Sonetto XXVI)
Io me veggio mancare i sensi tutti,
s’io non ...
Il sonetto di Vannozzo è dedicato alla città di Padova. Una Padova vittoriosa, di cui l'io lirico brama l'onore e il buono stato, si presenta in una dimensione fantastica, più che concreta, che è la dimensione del ricordo e della nostalgia propria di un emigrato ancora desideroso di tornare in patria, ma da essa forzatamente lontano.
104Rime di Giovanni Antonio RomanelloPadua bella
Quella antiqua cità, che per sudore
el lauro d...
177L'AtestioPalazzo Obizzi: accademie e mondanità
Vedrai l’Accademia, se mi consenti,
Cui non v...
137Rime di Battista GuariniParla della sua cruda donna alle colline di Padova (XLII)
Che fa, ditel cortesi Euganei, quella
che del m...
287I piccoli maestriParole vuote?
Volevo anche informarmi un po’ sul loro ethos, m...
180Rime di Battista GuariniPartendo dalle contrade di Padova (XLIII)
Pregato avessi un cor di tigre o d'orsa,
mentre...
281Poesie e prose di Egidio MeneghettiPartigiana nuda
Dal Santo do batude longhe, fonde,
rompe la not...
Dal Santo due rintocchi lunghi, profondi
rompon...
251"La Donna"Per il diritto al lavoro delle donne
[…] Ma non basta riconoscere alla donna il dirit...
295Ritorno a Palazzo GiustiPer l'uomo nuovo
Fratelli, amici,
ascoltate la voce che in noi
206Lettera d'un Padovano al celebre signor abate DeninaPer la dignità di Padova e dei Padovani
Padova, dite voi, né ai tempi antichi né ai mode...
201Poesie di Melchiorre CesarottiPer un giovane che si laurea (sonetto XV)
O di Febo e Minerva amabil cura,
Garzon che agl...
Il testo è dedicato a Pier-Antonio Bondioli e risale al 1789.
168UraniaPer un'uguaglianza tra uomini e donne
Ma veniamo alle perfezioni primieramente, nelle qu...
250"La Donna"Per una donna istruita e libera
Come negare che se oggi non possiamo vantare carat...
150La PiovanaPer una lingua pavana
No ve smaravegiè negun de vu, se a' sentirì fave...
Nessuno di voi si meravigli, se sentirà parlare u...
119Dialogo delle linguePer una nuova lingua
CORTEG.: Almeno dirò quello che io averò in core...
178Il VerratoPer una tragicommedia
VERRATO. […] me v’ho per convinto, percioché ...
133Rime di Torquato TassoPoi che 'n vostro terren vil Tasso alberga (Rime eteree, 34 [515])
Poi che 'n vostro terren vil Tasso alberga
Dal ...
Questo sonetto funge contemporaneamente da autopresentazione di sé e da testo di dedica all’ecclesiastico Scipione Gonzaga, fondatore dell’Accademia degli Eterei.
46De Viris IllustribusProemio: gli uomini illustri
Illustres quosdam viros quos excellenti gloria flo...
O illustre Carrarese, che con moderatissimo comand...
Il proemio si riferisce a Francesco I da Carrara, a cui è dedicata l'opera. Il signore di Padova commissionò l'opera a Petrarca nel 1370, opera a cui lo scrittore aveva lavorato a fasi alterne fin dal 1337.
61Vite di Petrarca, Pier Damiani e LivioQualche notizia su T. Livio raccolta da Giovanni Boccaccio
Pauca de T. Livio a Iohanne Boccaccio collecta<...
Qualche notizia su T. Livio raccolta da Giovann...
106Rime di Marco BusinelloQuando ved'io che l'idol mio nel viso
Quando ved'io che l'idol mio nel viso
mi vede a...
234I tre mariazi da PavaQuesto mariazo è un cattivo accordo (I, vv. 1-32)
Misier, con reverenzia,
con amore e pazienzia,<...
Signore, con rispetto, con affetto e pazienza, vi ...
229Fede e bellezzaRecarsi al Santo e amare Dio
Mia madre mi raccontava come passando di Padova, a...
294Palazzo GiustiRicordati!
Ogni qualvolta io passo per Via S. Francesco, i mi...
228Fede e bellezzaRicordo di un tramonto in Prato della Valle
Ero a Padova: dal prato della Valle ammiravo, di l...
286I piccoli maestriRitratto della Padova fascista
Nella città la gente faceva i fatti suoi. C’era...
78Vita di Sant'Antonio di Padova confessoreRitratto di Sant'Antonio
Color ei subniger fuit. Hispani quidem, quod sint ...
Era bruno di carnagione. Gli Iberici, in effetti, ...
15Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneRolandino da Padova e la sua Cronica (Libro XII, XVIII)
Illius verbi recolens, quod ait Oratius: Est qu...
Ripensando alle parole di Orazio: È già qualc...
La soluzione all'indovinello di Rolandino? Le sillabe che aprono i dodici libri della sua grande opera compongono la firma "Cronica Rolandini data Padue".
13Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneSant'Antonio (Libro III, V)
Amici tamen dompni Marchionis estensis et ipsius C...
(Tuttavia) gli amici del marchese d'Este e del con...
263Lettere di Ippolito NievoScusa se non ti ho scritto!
Ad Andrea Cassa, Padova 22.3.53
[...] Ha...
24De celebratione sue diei nativitatis fienda vel nonSe debba celebrare o no il genetliaco (vv. 1-60)
Tempus adest benedicte Deus, sate Virgine Christe,...
È tempo che - benedicendo Dio, figlio della Vergi...
102Rime di Francesco CapodilistaSe mai pianto o sospir d'afflitto core
Se mai pianto o sospir d'afflitto core
ti strin...
91Silva Panegyrica ad Guarinum Veronensem praeceptorem suumSilva Panegyrica, Praefatio (vv. 21-36)
Carmen erat pueri, cithara quantum ille valeret,
Era il canto di un ragazzo, ma tale era il potere ...
30SoliloquiaSoliloquio IV. Ad Beatos Paulum Apostolum, et Augustinum Christi Confessorem (vv. 9-56)
O duo terreni candelabra lucida mundi,
O incarn...
O due lucenti candelabri del mondo terreno,
o c...
212Italienische Reise (Viaggio in Italia)Spazi angusti
Das Universitätsgebäude hat mich mit aller seine...
Il palazzo dell’Università, malgrado tutta la s...
Testo originale: https://www.projekt-gutenberg.org/goethe/italien/ital134.html
136Rime di Gaspara StampaSperon, ch’a l’opre chiare ed onorate (CCLIII)
Speron, ch’a l’opre chiare ed onorate
spron...
290Città maternaStudenti del Bo
Begli anni, quelli: erano la gioventù dello stoma...
157Discorsi dell'arte poetica e del poema eroicoStudiare a casa Speroni
[Dello Sperone] la privata camera, mentre io in Pa...
176L'amor pudicoTra Amore e Mostri
Prove più generose, e più feroci
Vo’ del vo...
275Finestre sul fiumeUn angolo ancora intatto
Quello che io scelgo è un villino moderno coperto...
325À la recherche du temps perduUn cielo puro
Enfin il y avait des jours où nous ne nous conten...
C’erano poi giorni in cui a mia madre e a me non...
Traduzione: M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto, vol. III, a cura di M. Bongiovanni Bertini, Torino, Einaudi, 1981, p. 674.
151MacaroneaUn cuoco speciale (vv. 44-47)Est unus in Padua notus speciale cusinus
in macaronea princeps bonus atque magister:
discalcis pedibus propter magnare polentam
per fangum et nives caminaret atque pedester.
C'è a Padova un famoso cuoco speciale, principe e buon maestro nella maccheronea: a piedi scalzi, per mangiare la polenta, camminava attraverso fango e neve, e sempre a piedi.
311Chartreuse de ParmeUn excellent zambajon
Bien des années avant 1830, dans le temps où nos...
Molti anni prima del 1830, al tempo in cui i nostr...
Traduzione: Stendhal, La certosa di Parma, traduzione di M. Cucchi, a cura di M. Di Maio, Milano, Mondadori, 2016, p. 3.
262Lettere di Ippolito NievoUn incontro inaspettato
Ad Andrea Cassa, Padova, giugno 1853
Car...
174L'ErmionaUn insolito contento (III, I)
Cadmo:
O desiata meta,
Di verace virtude, a ...
190La PrigioneUn mondo chiuso[A Padova]
Ogni detto, ogni fatto vi si nota,
v’è cui spiace il tuo volto, il tuo vestito,
se barbuta o se rasa altri ha la gola
o se ’l Cappello e ’l Crin troppo ha pulito.
316Voyage en ItalieUn motivo d'acquerello
Nos fenêtres s'ouvraient sur une vue assez agréa...
Dalle finestre si godeva una vista alquanto gradev...
3Lettere di Ippolito NievoUn Orso fra le Antenoree mura
Ad Andrea Cassa, Padova 20.12.53.
[...] ...
257Le Confessioni d'un ItalianoUn pacioloso padovano (cap. XVI)
Quanti uomini grossi che somigliano al Tamigi! Qua...
Nella canzonetta è stata sostituita "l'onda" con "Londra".
310Veneto feliceUn paesaggio fantastico
Ripassai, come ogni volta che vado a Padova, sul p...
98Entrée d'EspagneUn poema cavalleresco padovano
Or comencent les barons lor Bataille.
Des ardim...
Adesso cominciano i baroni la loro battaglia:
o...
57Epystolae extravagantesUna "ridevole avventura" (Extravagantes, 48)
A Francesco Nelli [Milano?, 1353?]
[...]...
A Francesco Nelli [Milano?, 1353?]
[...]...
Volgarizzamento: Lettere di Francesco Petrarca, volgarizzate a cura da Giuseppe Fracassetti, Firenze, Le Monnier, 1865, vol. V, pp. 384-389.
14Cronica in factis et circa facta Marchie TrivixaneUna battaglia presso la Porta delle Torreselle (Libro IV, V)
Revolutus iam erat annus et currebant anni Domini ...
Era già iniziato l'anno e correva l'anno del Sign...
161La Finta FiammettaUna canora magia nell'antenorea città (Prologo)
Qui Padoa era pur dianzi,
L’Italiana Atene,
320LettersUna città pittorescaPadua is a quaint town with good colonnades along each street, a university like a barracks, one charming church (Sant’Anastasia) and a lot of bad ones, and the best restaurant in Italy, where we dined.Padova è una città pittoresca, con bei portici lungo ogni strada, un’università che sembra una caserma, una chiesa incantevole (Sant’Anastasia) e molte brutte, e il miglior ristorante d’Italia, dove cenammo.Non è possibile stabilire in quale locale Wilde abbia cenato – se il Caffè Pedrocchi o un altro esercizio – poiché le fonti non lo attestano. Inoltre a Padova non esiste una chiesa di Sant’Anastasia (che invece è a Verona): si tratta verosimilmente di un errore della tradizione testuale o di un lapsus autoriale, forse per Sant’Antonio.
266Lettere di Ippolito NievoUna città solitaria, muta, irregolare
A Matilde Ferrari, Padova, 29.8.50
[...]...
324Travelling CompanionsUna delle lezioni più profonde
I have no space and little power to enumerate and ...
Non ho spazio e poca forza per enumerare e descriv...
187Dialogo de CeccoUna nuova stella
NA. Mo n’heto vezù quella Stella, che sberlusea...
NA. O che non hai visto quella stella che risplend...
60Rime di Giovanni Dondi dall'OrologioUna profonda crisi (sonetto IV)
Io non so ben s'io vedo quel ch'io veggio,
s'i'...
Il sonetto (risalente tra il 1372 e il 1373) di Giovanni Dondi dall'Orologio è indirizzato all'amico Francesco Petrarca, a cui chiede consiglio per superare una profonda crisi, probabilmente di argomento politico, sullo sfondo della guerra tra Padova e Venezia. Petrarca gli risponde a sua volta con un sonetto, incitandolo a innalzare il pensiero a Dio.
218Memorie di Lorenzo Da PonteUna serata fortunata al gioco
Un giovinotto, che aveva gran pretensione al gioco...
322Travelling CompanionsUna sosta al Pedrocchi
“We shall not have done Padua,” I said, as we ...
“Non potremo dire di aver visto Padova,” dissi...
164AltileUna tragedia a lieto fine (Prologo)
Questi fiori, quest'ali e questa face,
Che reca...
261Lettere di Ippolito NievoVa in scena il Dramma Galileo Galilei
Ad Andrea Cassa, Padova 2.4.54
[...] Sap...
130Amor di MarfisaVenere e gli Amori (I 51-52)
l'egregio vincitor! Tu sol trionfi,
dal sommo Olimpo al centro più profondo,
de l'altrui forze e de gli altrui trionfi".
Così i fanciulli in suon dolce e giocondo
cantan del nuovo onor superbi e gonfi,
e cantan altre ancor sue chiare lode,
e lieta in replicarle Ecco si gode." data-short="Qual pupillando, a chi pascer gli suole,
corron..." data-expanded="false" style="font-size: 14px !important; line-height: 1.6; font-weight: 500; display: block;">Qual pupillando, a chi pascer gli suole,
corron...
233Canto politicoVersi giovanili
Dimando scusa di questa nota che riguarda me solo ...
146BaldusVerso i "maccheronici carmi" (XXII 120-132)
Trraditur inde viro savio doctoque pedanto
Merl...
Venne affidato di poi il fanciullin Merlino a un s...
22[Tristano e Isotta]Versus domini Lovatii de Padua
Turris in amplexu laticum fabricata virentem
de...
Una torre costruita nell’abbraccio delle ampi...
L'estratto del poemetto è pervenuto fino a noi grazie alla trascrizione di Boccaccio nello Zibaldone Laurenziano XXXIII 31, f. 46r. Il frammento corrisponde all'incipit dell'opera perduta, in quanto vi si delineano le caratteristiche di Isotta: la divina bellezza, la fama letteraria e il destino che l'avrebbe condotta ad abbandonare il marito per un altro ineluttabile amore.
135Rime di Gaspara StampaVoi n’andaste, signor, senza me dove (CCL)
Voi n’andaste, signor, senza me dove
il gran ...