Vecchia casa lontana, aperta su quel prato che il fiumicel chiudea come un monile tremulo, rispecchiante statue brune dal muscoso plinto; e di là dal recinto, di pennuti cantor reggia felice, le folte, antiche piante, verdi asili romiti, per me, già sognatrice, dispensieri di fascino e d'inviti; vecchia casa, non sai fra le tue mura, quanto albergasti fulgor di primavere! I primi studi, il primo amore, il primo schianto, e il tesoro opimo delle speranze, vergini immortali, nemiche d'ogni pianto, benedette chimere di bellezza sovrana che t'ornavan di fiori, e d'astri, e d'ali, vecchia casa lontana. Se talor voci o risa di fanciulli odo in festa, o d'usignoli canti nella notte; se d'alberi fragranze, o reca il vento dolce, velato, lento, come a quei vespri suono di campana; l'ore fuggite e rotte riedono a me, vivace si ridesta la memoria del mio primo soggiorno, e a te penso, te piango, a te ritorno, vecchia casa lontana.