Casa natale

Opera: Poesie di Vittoria Aganoor

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Casa natale
Poesie di Vittoria Aganoor
pp. 311-312
Vecchia casa lontana,
aperta su quel prato
che il fiumicel chiudea come un monile
tremulo, rispecchiante
statue brune dal muscoso plinto;
e di là dal recinto,
di pennuti cantor reggia felice,
le folte, antiche piante,
verdi asili romiti,
per me, già sognatrice,
dispensieri di fascino e d'inviti;
vecchia casa, non sai
fra le tue mura, quanto
albergasti fulgor di primavere!
I primi studi, il primo amore, il primo
schianto, e il tesoro opimo
delle speranze, vergini immortali,
nemiche d'ogni pianto,
benedette chimere
di bellezza sovrana
che t'ornavan di fiori, e d'astri, e d'ali,
vecchia casa lontana.
Se talor voci o risa
di fanciulli odo in festa,
o d'usignoli canti nella notte;
se d'alberi fragranze, o reca il vento
dolce, velato, lento,
come a quei vespri suono di campana;
l'ore fuggite e rotte
riedono a me, vivace si ridesta
la memoria del mio primo soggiorno,
e a te penso, te piango, a te ritorno,
vecchia casa lontana.

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Titolo: Poesie di Vittoria Aganoor
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