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I pronostici astrologici: la peste a Padova (cap. XXXII)
I pronostici astrologici: la peste a Padova (cap. XXXII)
Opera: De doctrina promiscua
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I pronostici astrologici: la peste a Padova (cap. XXXII)
De doctrina promiscua
pp. 394-395
[...] universales rerum praenuntiationes hoc modo factae veritatem non continent, nisi aut ex maximis olim coniunctionibus habeantur aut divinitus inspirentur, quaelibet enim regio suo fato gaudet, propter horoscoporum varietatem: et etiam illius regionis urbes in uno et eodem anno propter praedictam causam variantur: exempli gratia, cum Saturnus caudam Scorpionis intraret, praediximus Patavio Antenoris pestilentiam, et peracta cauda sanitatem, rursusque, propter retrogradationem Saturni praesentiam in civitate Patavina iterum pestem inducturam: et sic in aliis contingit, atramen illa pestilentia circum vicina urbis minime infestavir.
[...] gli indovinamenti universali delle cose fatti in questo modo non riescono veri se non dirivano da grandissime coniunzioni, o, sieno ispirati da Dio: perché ciascuna regione ha il suo fato per la varietà degli ascendenti, e anche le città di quella regione nel medesimo anno per la predetta causa patiranno varietà, come per cagion d'esemplo, entrando Saturno nella coda dello Scorpione, noi predicemmo che in Padova Citta fabbricata da Antenore verrebbe la peste, e come fosse uscito della coda la ritornerebbe sana, e di nuovo per la retrogradazione di Saturno, cioè per lo suo tornare indietro, la presenza sua porterebbe di nuovo la peste in Padova, e così avviene nell'altre cose, tuttavia quella pestilenza non infestò i contorni della Città.
Traduzione cinquecentesca: G. Marzio da Narni, Della varia dottrina, Tradotto in Volgare Fiorentino per M. Francesco Serdonati con la giunta d'alcune brevi annotazioni, Firenze, Per Filippo Giunti, 1595, pp. 359-360.