Divo, ch’avesti già nobil cuna de l’Ocean ne l’arenosa sponda, ed hai la tomba ove con placid’onda corre la Brenta al mar tacita e bruna, questa schiera immortal, che si raduna per celebrarti il dì che verde fronda le marmoree porte orna e circonda, difendi sempre da crudel fortuna, e disgombra, che puoi, l'ire e gli sdegni d'empio destin: ché, s'a' divoti altari ti sono accese cento faci e cento, altrettanti famosi ed alti ingegni risplendon qui con raggi assai più chiari e fan del nome tuo novo concento.