Egli fu tal, che al disperato pianto De' suoi cari dovria mescersi il lutto D'Italia intera. D'infecondo amore, O patria, Ei non t'amò, ma dai prim'anni Dispettando il servaggio abbominoso, Libero il carme ti rivolse, e, come Nel fior celasi il frutto, ivi era il germe Del poema di Spartaco. Ed insieme Alla penna ispirata a te sacrava, Cara patria, un acciar, quando, a tre lustri, Del Tirreno alle sponde (ove lo trasse Necessità d'eluder la schernita Vigilanza straniera) apprender seppe Al tedesco invasor, quanto è gagliardo D'un giovanetto il braccio, allor che il guida Amor di libertà.