In morte di Ippolito Nievo (II)

Opera: Versi di Erminia Fuà Fusinato

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In morte di Ippolito Nievo (II)
Versi di Erminia Fuà Fusinato
p. 119
Egli fu tal, che al disperato pianto
De' suoi cari dovria mescersi il lutto
D'Italia intera. D'infecondo amore,
O patria, Ei non t'amò, ma dai prim'anni
Dispettando il servaggio abbominoso,
Libero il carme ti rivolse, e, come
Nel fior celasi il frutto, ivi era il germe
Del poema di Spartaco. Ed insieme
Alla penna ispirata a te sacrava,
Cara patria, un acciar, quando, a tre lustri,
Del Tirreno alle sponde (ove lo trasse
Necessità d'eluder la schernita
Vigilanza straniera) apprender seppe
Al tedesco invasor, quanto è gagliardo
D'un giovanetto il braccio, allor che il guida
Amor di libertà.

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