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La fondazione di Padova (Eneide I, 242-249)
La fondazione di Padova (Eneide I, 242-249)
Opera: Eneide
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La fondazione di Padova (Eneide I, 242-249)
Eneide
pp. 80-83
Antenor potuit mediis elapsus Achivis Illyricos penetrare sinus atque intuma tutus regna Liburnorum et fontem superare Timavi, unde per ora novem vasto cum murmure montis it mare proruptum et pelago premit arva sonanti. Hic tamen ille urbem Patavi sedesque locavit Teucrorum et genti nomen dedit armaque fixit Troia, nunc placida compostus pace quiescit.
Sfuggito ai Greci, Antenore poté senza pericolo giungere ai lidi d'Illiria, nei più remoti regni dei Liburni e oltrepassare la fonte del Timavo, là dove da nove bocche con immenso fragore in scrosciante piena allaga i campi e si getta in mare. E qui fondò la città di Padova, insediandovi i Teucri e, appendendo in voto le armi troiane, diede il suo nome alla gente; qui composto ora riposa in tranquilla pace.