Virgilio, Eneide, traduzione di M. Ramous, introduzione di G. B. Conte, commento di G. Baldo, con testo a fronte, Venezia, Marsilio
2015
29-19 a.C.
L'Eneide, opera del poeta Publio Virgilio Marone, è il più grande poema epico della cultura latina, composto tra il 29 a.C. e il 19 a.C. Narra la leggendaria storia dell'eroe troiano Enea (figlio di Anchise e della dea Venere) che riuscì a fuggire dopo la caduta della città di Troia, e che viaggiò per il Mediterraneo fino ad approdare dapprima nella grande città di Arpi e successivamente nel Lazio, divenendo il progenitore del popolo romano. Opera celebrativa delle origini di Roma e del principato augusteo, il poema è in esametri dattilici e si compone di dodici libri, per un totale di 9896 versi. Rimase privo dell'ultima revisione dell'autore, il quale nel testamento chiese di far bruciare l'opera, se incompiuta. Tuttavia, gli amici Vario Rufo e Plozio Tucca salvaguardarono il manoscritto dell'opera che, successivamente, l'imperatore Ottaviano Augusto ordinò di pubblicare così com'era stata lasciata. L'Eneide, divenuta un classico, ha influito notevolmente sulla letteratura dei secoli a venire, sperimentando una fortuna eterna.
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38
La fondazione di Padova (Eneide I, 242-249)
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