Il mal mi preme (Canzoniere, 244)

Opera: Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere)

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Il mal mi preme (Canzoniere, 244)
Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere)
p. 999
Il mal mi preme, et mi spaventa il peggio,
al qual veggio sì large et piana via,
ch'i' son intrato in simil frenesia,
et con duro penser teco vaneggio;
né so se guerra o pace a Dio mi cheggio,
ché 'l danno è grave, et la vergogna è ria.
Ma perché più languir? di noi pur fia
quel ch'ordinato è già nel sommo seggio.
Bench'i' non sia di quel grand'onor degno
che tu mi fai, ché te n'ingana Amore,
che spesso occhio ben san fa veder torto,
pur d'alzar l'alma a quel celeste regno
è il mio consiglio, et di spronare il core:
perché 'l camin è lungo, e 'l tempo è corto.
Il sonetto è composto in risposta a quello di Giovanni Dondi dall'Orologio, che chiede consiglio all'amico Petrarca su come superare una profonda crisi. Lo scambio di sonetti si colloca nel periodo tra l'inizio del 1372 e il settembre del 1373, che corrisponde al periodo della guerra tra Venezia e Padova. Probabilmente, gli argomenti dei testi sono di argomento politico. Petrarca invita Dondi dall'Orologio a innalzare il pensiero a Dio.

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Titolo: Rerum volgarium fragmenta (Canzoniere)
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