Questo mariazo è un cattivo accordo (I, vv. 1-32)

Opera: I tre mariazi da Pava

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Questo mariazo è un cattivo accordo (I, vv. 1-32)
I tre mariazi da Pava
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Misier, con reverenzia,
con amore e pazienzia,
deh, dème audienzia
a questo gran torbelo.
’L è chì Menegelo
figiuol del mataragia
Nardo da Roncagia:
Ben che ’l stea al canton,
’l è per insir custion
e gran remore,
se ’l vostro bon amore
non venza in veritè.
Misiere, sempre mè
el se raxona
che in fra terza e nona
el se fa asè vixende.
E’sè che agnun no intende
sta bugà.
Misiere, e’g’ho menà
chialò sta fante
figiuola de Bazante
da Cornolea,
e ben che la sea
un puoco mia parente,
che fósela in la Brente,
e’digo, mo anegà,
che la m’ha dà
molto ben da fare.
E’ve vogio schiarare
in tuto questo fato.
’L è un mal contrato
e per quel son vegnù.
Signore, con rispetto, con affetto e pazienza, vi prego, concedetemi udienza per questo gran trambusto. È qui Menegelo, figlio del macellaio Nardo da Roncaglia: benché se ne stia in un angolo, è pronto ad alzare lite e un gran baccano, se la vostra benevolenza non fa prevalere la verità. Signore, a me dice sempre che tra Terza e Nona sbriga un sacco di faccende; e, se qualcuno non ci crede, (dice che) è una bugia. Signore, ho condotto qui questa ragazza, figlia di Bazante di Cornolea; e, benché sia un po’ mia parente, fosse anche caduta nella Brenta, direi perfino “che affoghi!”, tanto mi ha fatto penare. Voglio chiarirvi tutta questa faccenda. È un cattivo accordo ed è per questo che sono venuto.

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