A Matilde Ferrari, Padova 3.9.50 Eccomi ancora alla mia cara Padova! – Sì, cara, perché vi sono nato, perché la desolazione della solitudine, la mestizia delle sue strade la rendono la città della meditazione e del raccoglimento. Oggi ho accompagnato fino alla stazione della strada ferrata i miei fratelli, e i miei Zii che ripartivano pel Friuli, e son tornato alla mia Mamma e alla mia povera sorellina [Elisa] che è sempre seria, seria come deve essere una che è per entrare in collegio.