No no, parlate pur quanto vi piace A l'orecchie, Signore, ché io non voglio Più farmi il sposo, ma sarò ben servo Umil di tutte, se vi contentate. E così m'offro pronto. E se non fusse Che mal mi si conviene, Anzi, che non potrei Allogiar tante padroncine care Ne l'angusta capanna E, quel ch'è peggio, mi ruvinereste Mangiandomi la parte delle nozze, Io ben v'inviterei: ma che? fia meglio, (Et io ve ne consiglio) Ritornarvene a Padova Con quella stessa barca, Che quivi v’ha condotte, E delle nozze nostre Non aspettate avere Altro che mille gratie, Ch'io vi rendo per tutti, De la cortese audienza. Itene dunque.