Ferebat animos Venetiam mansum ire: bella negabant; cumque pigeret inter Bellunenses gratis agere, Padua transire Bononiam statui. Compositis libellis iter aggredior, sed Patavi continuo vir amplissime virtutis et scientie, Marsilius de Sancta Sophia, a caupona me suam in edem traxit atque humanissima hospitalitate refovit. Inde Carlettus, grammatice preceptor, in sue partem fortune allexit. Paulo post Euganeus princeps Franciscus senior, litteratorum exquisitissimus, accersito me, continuo mihi animum applicans, inter summistas collocat.
Il mio desiderio era di andare a stabilirmi a Venezia, ma le guerre lo impedivano, e siccome mi infastidiva vivere senza un lavoro fra i bellunesi, decisi di recarmi a Bologna passando per Padova. Raccolti i miei libri cominciai il viaggio, ma appena giunto a Padova un uomo di grandissima virtù e assai sapiente, Marsilio Santasofia, mi accolse in casa sua dall'albergo e mi riconfortò ospitandomi con uno straordinario calore umano. Poi Carletto, maestro di grammatica, mi attirò a dividere con lui parte del suo lavoro. Poco dopo il signore di Padova Francesco il Vecchio, un letterato assolutamente eccellente, dopo avermi fatto chiamare e avermi subito preso in simpatia, mi assunse tra i suoi confidenti.