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Il tentativo di Ezzelino di entrare a Padova (Libro III, XV)
Il tentativo di Ezzelino di entrare a Padova (Libro III, XV)
Opera: Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane
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Il tentativo di Ezzelino di entrare a Padova (Libro III, XV)
Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane
pp. 158-161
Sicque die quadam, scilicet quinta die februario exeunte eiusdem anni Domini MCCXXXVII, mota generaliter tota gente partis imperatoris de Monte silice, attemptaverunt venire quasi per violenciam ad Paduam occupandam. Dicebatur enim quosdam iurasse, quamvis secreto, quod darent introitum parti imperatoris et Ecelino et nominatim quod portam pontis Molendinorum ipsi venientibus aperirent contra voluntatem palendinorum ipsi venientibus aperirent contra voluntatem paduani populi et communis. Set memorandum vigorem fecit populus paduanus eadem die. Nam cum dicta gens hostilis iam usque ad Mandriam magnifice et hostiliter devenisset, ipse populus paduanus cum lanceis, ensibus, walengis acutis et clipeis et omni armorum genere, pro patria defendenda, viriliter et multum laudabiliter exiverunt obviam inimicis cursu vellocissimo et audaci usque ad locum illum, ubi dicitur ad Stangatum. Et sic hoster in illa die, proposito suo vacui, ad Montem silicem redierunt. Felix equidem communitas paduana, si vel in talis vigoris proposito perstitisset in posterum, vel si forsitan inimicus eadem hora fortunam suam pocius commisisset in armis; vix enim illic poterat tantus sanguis effluere, strata quamvis utraque parte, quantus postmodum non suffecit ad saciandam ardentem sitim cruoris insaciabili basilisco usque ad finem mortis.
E così un giorno, il 24 febbraio dello stesso anno del Signore 1237, partita completamente da Monselice tutta la gente di parte imperiale, tentarono di venire quasi con la forza a occupare Padova. Si diceva infatti che alcuni, benché in segreto, avessero giurato di permettere l'ingresso alla parte imperiale e a Ezzelino e in particolare di aprire essi stessi, contro la volontà del popolo e del comune padovano, la porta di ponte Molino, quando vi fossero giunti. Ma quel giorno il popolo padovano dimostrò un memorabile vigore. Infatti quando la gente nemica aveva già marciato magnificamente fino alla Mandria, il popolo padovano con lance, spade, appuntite walenge e scudi e ogni tipo di armi, per difendere la patria, virilmente e molto lodevolmente uscì contro i nemici con una corsa velocissima e audace fino alla località detta Stangato. E così quel giorno i nemici, senza aver attuato il loro proposito, ritornarono a Monselice. Beata davvero la comunità padovana, se avesse persistito in seguito in un proposito di tale vigore, o se forse il nemico in quel momento avesse affidato la sua sorte alle armi. Infatti lì a fatica, anche con lo sterminio di tutt'e due le parti, si sarebbe potuto far scorrere tanto sangue, quanto poi non fu sufficiente per saziare l'ardente sete di sangue di quel basilisco insaziabile fino al termine della sua morte.
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Titolo: Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane