Dicevano, a Padova, «anch'io» gli amici «l'ho conosciuto». E c'era il romorio d'un'acqua sporca prossima, e d'una sporca fabbrica: stupende nel silenzio. Perché era notte. «Anch'io l'ho conosciuto.» Vitalmente ho pensato a te che ora non sei né soggetto né oggetto né lingua usuale né gergo né quiete né movimento neppure il né che negava e che per quanto s'affondino gli occhi miei dentro la sua cruna mai ti nega abbastanza E così sia: ma io credo con altrettanta forza in tutto il mio nulla, perciò non ti ho perduto o, più ti perdo e più ti perdi, più mi sei simile, più m'avvicini.