Il modello petrarchesco

Opera: Carmina di Giovanni Aurelio Augurelli

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Il modello petrarchesco
Carmina di Giovanni Aurelio Augurelli
p. 116
Ad Septimium et Fuscium Thomeum: quanti faciat F. Petrarcae poema
Septimi et Fusci veterum ac recentum
impari lingua celebres poetae,
et mihi multum unanimi sodales
pectore iuncti,
lene deductum, lepidumque carmen
lydii Vatis Dominam canentis
Lauream, num vos moveat parumper,
scire laboro.
Me quidem cultum quotiens volume
illud est sumptus manibus, perenni
et nova quadam totiens legentem
detinet arte, seu per affectus animum potentis,
sive per miram speciem moratur,
sive detentum dominae beatis
moribus explet.
Inter et primos adeo videtur
inseri vates voluisse, ut ullis
quippe, vel paucis merito secundum
esse negarim.
Settimio e Fusco, celebri poeti dell’antico e del moderno tempo, noti per lingue disuguali, e a me molto cari, compagni uniti da un cuore concorde, vorrei sapere - se vi è lieve disturbo - se vi ha mosso almeno un poco il soave e grazioso carme del Vate di Lidia, che canta la sua Signora Laurea. Ogni volta che prendo in mano quel libro raffinato, esso mi trattiene con una perenne e nuova arte di seduzione: sia che agisca sugli affetti con forza d’animo, sia che mi incanti con lo splendore delle immagini, sia che, trattenendomi, mi colmi con le beate virtù della donna. A tal punto quel poeta mi sembra voler rientrare tra i primi, che non potrei, in verità, negargli d’essere secondo a pochi, e forse a nessuno, per pieno merito.
L’interesse per la lingua poetica di Petrarca di Giovanni Aurelio Augurelli traspare nel carme latino indirizzato a Settimio e Fosco Tomei, dove a una franca professione di petrarchismo s'accompagna l'esortazione a studiare il Petrarca volgare.

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Titolo: Carmina di Giovanni Aurelio Augurelli
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