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Ballata dell'escursione termica -10 +33
Ballata dell'escursione termica -10 +33
Opera: Erratici
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Ballata dell'escursione termica -10 +33
Erratici
pp. 164-165
Nell'aura del Magno studio Patavino Ah i tempi dolcissimi di Veronica così fedele nel venirmi incontro quando sbarcavo da sconquassati e schiccherati treni valligiani per vederla – e lasciare che in un bar le nostre mani si parlassero come sottovoce... Affrontavo il gelo atroce dei dieci gradi sotto zero, tutto acceso di quel pensiero, né mi pareva la mia, violazione delle “regole sagge e buone”: io cercavo affetto e nient’altro e mi bastava averne un po’: valeva più un suo bacio lieve che cento graffi di ghiaccio e neve; era un affetto o era un amore che più grande non si può? Non posso dirvelo, no. E quando picchiava il solleone chi veniva alla stazione a prelevarmi, facendosi schermo dalla vampa dei +33 con quelle sue mani soavi e davvero "d'alabastro"; chi sfidava il ringhioso astro per puro affetto, per me? Proseguiva il nostro, dialogo delle dita, sottovoce nell'ombra mite di quel caffè... Così avvenne che l'escursione di quaranta gradi e più affrontammo per nudo affetto, tu con mirabile intelletto io folle s'altro mai fu... Era un affetto o era un amore che più grande non si può? Non posso dirvelo, no.