L'opera (Prologo; Libro XII, XIX)

Opera: Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane

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L'opera (Prologo; Libro XII, XIX)
Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane
12-13; 570-
Antiquorum solempnis auctoritas, moribus et doctrinis salubribus imitanda, et ipsi venerandi auctores, sicut in eorum patet operibus, numen Apollinis et aliorum, quos deos esse oppinabantur, devoccione sedula invocabant. Et ego minimus modernorum, deditus cultui christiano, divinam graciam devoccius invocare presumo, ut me, qui parva navicula vectus, lacum tante profunditatis quasi presumptuosus ingredior, faciat in sequentibus periculorum transire procellas et ad portum salutis absque naufragio devenire. Rem namque non parvam attempto et in qua video non plene sufficere vires meas; set meum iacto cogitatum in Dominum, qui voluit quod aliquando irracionale animal loqueretur. [...] Perlectus est hic liber et recitatus coram infra scriptis doctoribus et magistris, presente eciam societate laudabili bazallariorum et scollarium liberalium arcium de Studio paduano. Erant quoque tunc temporis regentes in Padua viri venerabiles: magister Agnus, magister Iohannes, magister Zamboninus, profundi et periti doctores in phisica et sciencia naturali; magister Tredecinus, in loica providus indagator et doctor; magister Rolandinus, magister Morandus, magister Zunta, magister Dominicus, magister Paduanus, magister Luchisius, in gramatica et rhetorica vigiles et utiles professores. Qui ad hoc specialiter congregati predictum librum et opus sive cronicam sua magistrali auctoritate laudaverunt, approbaverunt et autenticaverunt solempniter in claustro sancti Urbani in Padua, currente anno Domini millesimo ducentesimo sexagesimo secundo, indictione quinta, die tercia decima intrante mense aprilis.
L'insigne autorità degli antichi, che bisognerebbe imitare nei sani costumi e precetti, e gli stessi venerandi autori, come appare nelle loro opere, con zelante devozione invocavano il nume di Apollo e di quegli altri che credevano dèi. E io, ultimo dei moderni, che professo il culto cristiano, con maggior devozione ardisco invocare la grazia divina, perché faccia in modo che io, che su piccola navicella quasi con ardimento affronto un lago di tanta profondità, possa in seguito attraversare le tempeste dei pericoli e giungere senza naufragare al porto della salvezza. Tento infatti una cosa non da poco e per la quale vedo che le mie forze da sole non bastano; ma rivolgo il mio pensiero al Signore, che ha voluto che talvolta l'animale irrazionale parlasse. [...] Questo libro è stato letto per intero e ad alta voce davanti ai sottoscritti dottori e maestri, alla presenza anche della rinomata società dei baccellieri e scolari di arti liberali dello Studio padovano. Ed erano allora rettori a Padova uomini venerabili: maestro Agno, maestro Giovanni, maestro Zambonino, profondi ed esperti dottori in fisica e scienza naturale; maestro Tredecino, saggio ricercatore e dottore in logica; maestro Rolandino, maestro Morando, maestro Zunta, maestro Domenico, maestro Padovano, maestro Luchisio, vigili e utili professori in grammatica e retorica. Essi, appositamente riuniti a ciò, con la loro autorità di maestri hanno lodato, approvato e autenticato solennemente il predetto libro o cronaca nel chiostro di Sant'Urbano a Padova, correndo l'anno del Signore 1262, nell'indizione quinta, il 13 aprile.

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Titolo: Cronica in factis et circa facta Marchie Trivixane
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