L. - Bibamus, o socii, comedamus, gaudeamus! Hec vobis polliceor, quod nihil est omnium rerum usquam, quod melius assequi homo possit; aliena esse cetera, hoc autem nostrum et vere nostrum quisque sciat. Ce. - Hoc istud, Lanie, quod nobis, qui tecum hac in societate sumus, tuo consilio persuades, meo in animo semper fuit; hoc facturus, et perpetuo facturus, sum. Hoc mihi consilio certo consului, quod intelligam nihil felicius usquam esse. B. - Sine mendacio ego loquar, quod nihil verius dictum puto quam istud, quod ex te, Lanie, auditum est. Quid enim est omnium rerum, quod dici vere nostrum possit, nidi quod bibimus, comedimus, gaudemus? Mihi predia neque rustica neque urbana ulla sunt; vinum ego et emo et vendo. Age, si fortunarum copia mihi ampla esset, si domus in urbe, si ager in rure, si autum in scrineo mihi esset, quid esset quod meum esset, preter id quod a me comestum quodve a me potatum sit? L. - Nihil. Id tuum est, quod bibis, comedis, gaudes; cetera te precario tenere scito.
L. - Beviamo compagni, mangiamo, godiamocela! Vi garantisco che di tutte le cose al mondo niente meglio di questa va incontro alle esigenze umane. Tutto il resto infatti ci sfugge, ma sappia ognuno che questo è proprio nostro, che davvero ci appartiene. Ce. - Io caro Lanio, su questo che a noi della tua compagnia raccomandi con tanta convinzione, l'ho sempre pensata uguale. E non smetterò mai di metterlo in pratica. Questa, senza il minimo dubbio, la scelta che faccio, dato che ho compreso come nulla vi sia di più felice. B. - Per essere sincero, dirò anch'io che penso non ci sia nulla di più vero di quanto, Lanio, abbiamo appena udito da te. E infatti quali sono le cose possiamo sul serio definire nostre se escludiamo il bere, il mangiare, il godersela? Non possiedo niente, né in campagna né in città. Compro e vendo vino. Ma dai, se fossi proprietario di grandi sostanze, con casa in città, terreni in campagna, il forziere colmo d'oro, cosa mai sarebbe davvero mio al di fuori di quello che posso mangiare e bere? L. - Nulla. Solo è tuo ciò che bevi, mangi, ti godi fisicamente. Tutto il resto, tientelo bene a mente, ti appartiene solo fino a un certo punto.