Padova: un picciol mondo

Opera: Lettere di Alessandro Guarini

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Padova: un picciol mondo
Lettere di Alessandro Guarini
pp. 60-61
A Fausto Ugolini
[...] Starò dunque aspettando quanto prima sue lettere, le quali potrà inviarmi per la via di Vinegia a Padova, dove io me ne vivo, Signor Fausto mio, una vita assai secondo il mio cuore, quieta, libera e per conseguente assai commoda. Ma quello che sopra tutto mi piace e consolami si è che nell’ozio io non son ozioso. Volete altro, che qui posso trarmi la sete de i già tanto bramati miei studi. Oh quante volte bramo avervi vicino, per communicar mille pensieri con esso voi! Stassi poi qui, come in un picciolo mondo: veggonsi varie genti, odonsi ogni giorno nuove novelle; vive qui l’uomo secondo il proprio con l’altrui gusto; qui l’esser parco è virtù non meno che l’esser splendido e liberale; la prodigalità non solamente è stimata pazzia, ma dove prendendo sembianza di magnificenza suol esser altrove cara, qui smascherata è odiosa. Qui insomma si considera la sostanza, non gli accidenti, il valore non delle entrate, ma delle persone, l’uomo, non l’abito, l’esser, non il parere. Dalle quali cose tutte Vostra Signoria può comprender quale sia questa dolcissima stanza, e quanto consolatamente io ci viva.

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