La città di Padova ad Andrea Memmo

Opera: Poesie di Melchiorre Cesarotti

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La città di Padova ad Andrea Memmo
Poesie di Melchiorre Cesarotti
p. 101
«Queste, che ’l giusto e ’l vero alfin m’elice,
Voci, cui nell’uscir sorprende il pianto,
Gradisci, alma sublime, e intendi ah! quanto
Più che il labbro tremante il cor ti dice.
Bella e ricca per te, chiara e felice,
M’ergo, trofeo della tua mente e vanto,
E d’egra esangue, in giovenile ammanto
Mi ravvivo al tuo Sol, nova Fenice.
Dubbia, il confesso, a’ tuoi raggi possenti
Chinai le ciglia, e a ravvisar qual sei
Furo un tempo i miei sensi infermi e lenti.
Ma chi sotto uman vel pressente i Dei?
Vincon l’umana fede i tuoi portenti:
Perdona al tuo gran Genio i torti miei».
Nel sonetto è la città di Padova a parlare: è dedicato ad Andrea Memmo, alla fine del suo mandato di podestà.

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Titolo: Poesie di Melchiorre Cesarotti
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