M. Cesarotti, Poesie, a cura di V. Gallo, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura
2016
XVIII secolo
Le Poesie di Cesarotti delineano una lirica per lo più d’occasione e a forte vocazione civica: non laboratorio dell’io, ma linguaggio pubblico che fissa cerimonie, valori e norme del vivere. Sul piano formale prevalgono canzone e sonetto (endecasillabi/settenari). La dizione è classicizzante ma sorvegliata (chiarezza, nitore, compostezza), coerente con i suoi Saggi su gusto e lingua. Ne risulta un corpus unitario nella funzione: la poesia non celebra soltanto, ma norma e educa i costumi, traducendo l’esperienza padovana in immagini regolative che preparano la sensibilità preromantica senza rompere la norma classica.
Testi Associati
ID
Titolazione Estratto
Estratto Originale
Traduzione
Azioni
201
Per un giovane che si laurea (sonetto XV)
O di Febo e Minerva amabil cura, Garzon che agli anni col saper sovrasti, No non è al tuo valor lauro che basti, Né alla bell’alma che vi...
202
La festa del Prato (vv. 1-16)
Passagger, che il guardo intorno Giri incerto, e a te non credi, Che improvviso a nascer vedi Poggi e fonti e fronde e fior. Non stupir ch...
N/A
203
La città di Padova ad Andrea Memmo
«Queste, che ’l giusto e ’l vero alfin m’elice, Voci, cui nell’uscir sorprende il pianto, Gradisci, alma sublime, e intendi ah! quanto<...
N/A
205
L'Umilità
Uom chi sei? donde sei? di polve impasto Tutto il natio tuo loto a te rammenta. Corpo fral, fiacco spirto, al suo ben lenta Alma, d'affetti r...