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La vendetta mancata di Ablavio e il sacrificio a Santa Sofia (XX)
La vendetta mancata di Ablavio e il sacrificio a Santa Sofia (XX)
Opera: Italia liberata dai Goti
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La vendetta mancata di Ablavio e il sacrificio a Santa Sofia (XX)
Italia liberata dai Goti
p. 209
Eterno Re, ch'a l'opre de' mortali dài sempre quando vuoi felice effetto, drizza la mia saetta entr'a la carne del fiero Achille, e fa ch'io gli dia morte per far vendetta del feroce Argalto, ch'era di sangue a me tanto congiunto; ché com'io torni in Padoa faccio voto di farti fare un sacrificio grande dentr'a Santa Sofia vicin al fiume. E detto questo poi tirò la corda de l'arco suo fino a la destra orecchia e spinse il stral verso 'l barone ignudo. Ma Dio, che sol volea concieder parte del dimandar d'Ablavio, e far ch'entrasse ne la carne d'Achille sua saetta, ma non per questo lo mandasse a morte, fé che Nemesio governolla in modo tal che lenta arrivò dentr'al suo fianco e lenta se n'andò tra carne e pelle vicina a l'ombilico, ove fermossi, e non se n'uscì fuor da l'altra parte.
Il passo racconta il tentativo di vendetta di Nemesio su Achille, che uccise Argalto, duca di Padova.