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Elogio di Padova (Prologo per le recite in Pavana)
Elogio di Padova (Prologo per le recite in Pavana)
Opera: La Betía
Dettagli Testo
Elogio di Padova (Prologo per le recite in Pavana)
La Betía
pp. 153-155
O Ieson Dio! essere pavan è pur bela cossa. Mo un’è el megior àire? Un’è el megior pan, un’è el megior vin? Un’è deversamen el megior terituorio de monte e pian? Un’è le pì bele zente, putati e putate, zoveni e vegi e d’ogni etè? Un’è la megior zente contaìne, che a’façón careçe a tuti, albergón tuti vontiera, e si aón se no un pan, el pertón per mìgola mezo? Un’è la pì bela çitè, un’è la pì forte? Un’è tante biè giesie, guardè, come è quela del Santo? Un’è tante bele piaçe? Un’è tanti biè fiume? Un’è tanti biè palazi, guardè, cum è el nostro? Un’è tanti biè portegali, che te puossi andare da coverto da per tuto, e piova, se vo’? Un’è tanti sletràn de tute le sinçie, che tuti, da per tuto el mondo, core a scassafasso a imparare, se no chialò? Un’è i megior çitaini, guardè, che i se amaza, cum i fa in tute le altre [çitè] da per tuto? Mo savì perché? Perché saón tuti del sangue iusto de Missier Anteniore da Truogia, che fesse sto nostro spatafio, con dise quel gran sletràn Virzilio, quando che ’l dise: «Antenore potuite mierie delasso Archile».
O Gesù Dio! essere pavano è pure una bella cosa. Ma dov’è la miglior aria? Dov’è il miglior pane, dov’è il miglior vino? Dov’è altrove il miglior territorio di monte e di piano? Dove sono le più belle genti, ragazzi e ragazze, giovani e vecchi e d’ogni età? Dove sono le migliori genti contadine di noi, che facciamo carezze a tutti, ospitiamo tutti volentieri, e se abbiamo soltanto un pane, lo spartiamo a metà? Dov’è la più bella città, dov’è la più forte? Dove sono tante belle chiese, guardate, come quella del Santo? Dove sono tante belle piazze? Dove sono tanti bei fiumi? Dove sono tanti bei palazzi, guardate, come è il nostro? Dove sono tanti bei portici, che puoi andare al coperto dappertutto, e piova pure, se vuole? Dove sono tanti letterati di tutte le scienze, che tutti, da tutto il mondo, corrono a catafascio ad imparare, e solo qui? Dove sono i migliori cittadini, guardate, che si am-mazzano, come fanno nelle altre città dappertutto? E sapete perché? Perché sappiamo tutti del sangue giusto di Messer Antenore da Troia, che fece la nostra epigrafe, come dice quel gran letterato Virgilio, quando dice: «Antenore potuite mierie delasso Archile».