L'arrivo a Padova nel 1368 e l'ospitalità di Francesco da Carrara (Seniles XI, 2)

Opera: Senilium Rerum Libri (Lettere Senili)

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L'arrivo a Padova nel 1368 e l'ospitalità di Francesco da Carrara (Seniles XI, 2)
Senilium Rerum Libri (Lettere Senili)
pp. 744-747
Ad Franciscum Bruni pape secretarium. [Padova, 22 luglio 1368]
[...] Cum tandem Patavium nudiustertius ad vesperam pervenissem imbre perpeti atque ingenti, is qui huic urbi presidet, amicus tuus, vir potentia magnus sed virtute maior, ante expectatum reditu meo letus, usque ad portam civitatis michi obviam venit, sed nocte repulsus ac pluvia, dimisit e suis qui apertos michi aditus servarent. Et quantum honoris atque amoris sero illo in me congesserit, non missis tantum famulis rerum onustis variarum, sed demum ipse cum paucis ad me veniens ac cenanti assidens, et post cenam illic inter libros in noctem usque concubiam comitatus confabulationibus colloquiisque gratissimis neque si narrare velim potero, neque, si possim, fides dabitur.
Al segretario papale Francesco Bruni [Padova, 22 luglio 1368]
[...] Giunto finalmente a Padova l'altro giorno, al tramonto, sotto una pioggia continua e dirotta, colui che è signore di questa città [Francesco da Carrara, n.d.r.], amico tuo, uomo di grande potenza ma di maggiore virtù, lieto del mio ritorno prima del previsto, mi venne incontro fino alla porta della città, ma, a causa del temporale e dell'avvicinarsi della notte, fu costretto a ritirarsi, dopo aver però lasciati alcuni suoi uomini che mi scortassero all'arrivo. Quali onori e quale amore mi mostrò quella sera non lo potrei mai narrare, e, anche se lo volessi, non mi si crederebbe: non soltanto infatti mi mandò alcuni suoi servi carichi di doni d'ogni sorta, ma venne a trovarmi egli stesso insieme ad alcuni compagni; sedette alla mia tavola e, dopo che ebbi cenato, si fermò sino a notte profonda in compagnia dei miei libri, conversando in modo piacevolissimo.

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