L'arrivo degli Alleati a Padova

Opera: I piccoli maestri

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L'arrivo degli Alleati a Padova
I piccoli maestri
pp. 353-354
Il primo carro si fermò; sopra c'era un ufficiale con un soldato. Avrei voluto dirgli qualcosa di storico. "Non siete mica tedeschi, eh?" dissi. "Not really" disse l'ufficiale. "Benvenuti" dissi. "La città è già nostra". "Possiamo montare?" disse quell'irresponsabile della Simonetta. Ma ormai la pattuglia non occorreva più; la colonna si sentiva accumularsi dietro al primo carro per centinaia e centinaia di metri; il rombo dei motori era magnifico. Rientrammo in città seduti sul carro chiacchierando a urli con gli inglesi. "E chi sareste voialtri?" disse l'ufficiale a un certo punto. Io risposi senza pensare: "Fucking bandits", ma subito mi venne in mente che c'era un risvolto irriguardoso nei confronti della Simonetta, e arrossii nel buio. L'ufficiale gridò: "I beg your pardon?" e io gridai: "Ho detto che siamo i Volontari della Libertà". "Libertà?" gridò l'ufficiale, e io glielo confermai, e poi aggiunsi: "E adesso canto una canzone che vi riguarda, se non le dispiace". "Sing away" disse lui, e io attaccai:
Sono passati gli anni
sono passati i mesi
sono passati i giorni
e ze rivà i inglesi.[...]
La nostra patria è il mondo intèr...
solo pensiero - salvar l'umanità!

[...] "Cosa dicono le parole?" disse l'ufficiale. "Che finisce la guerra" dissi, e poi aggiunsi: "E che ci interessa molto la salvezza dell'umanità". "You a poet?" disse l'ufficiale. Io gli circondai l'orecchio con le mani, e gridai dentro: "Just a fucking bandit".

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