Frammenti da un'Inchiesta su Padova

Opera: Poesie di Andrea Zanzotto

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Frammenti da un'Inchiesta su Padova
Poesie di Andrea Zanzotto
pp. 64-65
Con un fià(to) di febbraio, un bruscolo di marzo
col fico e col moro ornati di gemmule d’oro,
“ahi Padova nera di miracoli
di professori e di geloni” (1952),
arrivo ad amare, tardi, le tue dotte riunioni
forse, persino, le tue processioni;
cammino entro i fantasmi della tua virtù.
Là sotto la pioggerellina
che i duomi ed i palagi trina e affina
il Macellaio bardato e infiocchettato –
privilegiato, privilegiato –
di mille sacri simboli ostenta l’arcontato,
chiama volenti o nolenti a devoti pensamenti.
E tutto questo, Padova, ti dona –
O tu del Veneto tellurico abaneggiante
capitale fatale – nostrale e un bell’assai terrona
…......
Ma pure laggiù:
mille e una beltà che nominare è tabù,
il dottor Calò ricevuto dal segretario
del segretario Teng Hsiao Ping
Michel David che acciuffa l’Ego e l’id
Gianfranco Folena
che alle linguistiche ci allena
Tono Zancanaro letame sanguigno per rovi d’iridio
Cesare Ruffato in una fitrazione attinica
Ettore Luccini in un revisionismo mitico
Niny e Giorgio: “patróni bondi”,
e gente così, come perle a manciate ce n’è
e al Portello chiamano stelline
le galline di notte rubate.
Ah Padova! Ahi Padova!
Là le squille che squillano
là le chances che sfavillano
là i faraoni-oni-oni
là i giovani studiosi-osi-osi
là gruppi Enne, meccanette,
film con 007
ye’ ye’ ye’ ye’
Il testo - assente nella raccolta - è stato pubblicato in «Poesia», VII, 70, febbraio 1994, pp. 64-65.

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