Per una lingua pavana

Opera: La Piovana

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Per una lingua pavana
La Piovana
pp. 886-887
No ve smaravegiè negun de vu, se a' sentirì favelare d'una lengua che no sea fiorentinesca; perché a' no he vogiù muar la mia laquela con neguna altra, che a' stemo cossì ben poerve agorare sanitè e dinari e zuogia e legreza con la mia lengua pavana grossa, con fara' un altro con una lenga moscheta sotile.
Nessuno di voi si meravigli, se sentirà parlare una lingua che non sia fiorentina; perché io non ho voluto mutare la mia favella con nessun'altra, giacché stimo di potervi augurare così bene sanità, denari, gioia e allegrezza con la mia lingua pavana grossa, come farebbe un altro con una lingua raffinata e sottile.

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