Qual pupillando, a chi pascer gli suole, corrono intorno gli avidi pulcini, sì che alcun sopra quel ne salti e vole, acciò che primo a l'esca s'avvicini, tal de gli Amori ognun primo esser vole che accolga il suo fratel, che se gli inchini, che gli baci le man vittoriose, che 'l crin gli cinga di mirti e di rose. "Viva d'uomini e dèi, viva del mondo l'egregio vincitor! Tu sol trionfi, dal sommo Olimpo al centro più profondo, de l'altrui forze e de gli altrui trionfi". Così i fanciulli in suon dolce e giocondo cantan del nuovo onor superbi e gonfi, e cantan altre ancor sue chiare lode, e lieta in replicarle Ecco si gode.