La pace inamovibile di Padova

Opera: Lettere di Ippolito Nievo

Dettagli Testo

La pace inamovibile di Padova
Lettere di Ippolito Nievo
pp. 185-186
A Matilde Ferrari, Padova 7.9.50
[…] Ma la febbre di mia sorella non mi permette d’allontanarmi dalla Mamma: essa mi obbliga anzi a starle vieppiù vicino ed io non posso dar mano al mio amico [Attilio Magri] che con qualche lettera anch’essa imbevuta di quell’umor nero che è generato facilmente dall’aria monotona, e dalla insulsa solitudine di Padova. – Guarda cosa vuol dire la differenza di umore! – uno dei giorni passati che io aveva in corpo i centomila diavoli dell’allegria tutto a Padova mi pareva bello e interessante: ora che l’allegria comincia ad oscurarsi sotto una crescente nuvola di melanconia, tutto al contrario mi apparisce sotto un’Iride triste e sepolcrale – Quello che era solitudine ora mi sembra deserto – e chiamo morte quello che due giorni fa qualificavo per pace. – Oh pace pace di Padova! come sei tremenda! – Non v’è cosa al mondo che possa paragonarsi a te! – Forse il silenzio della tomba, o la noja di un discorso Accademico: ma anche quest’ultimo almeno imprime all’anima un senso doloroso di ripugnanza, ed ai nervi un prurito di stiramento, mentre tu, o pace inamovibile, sei la negazione assoluta di ogni impressione, sei finalmente il nulla del nulla! E tutto questo paragrafo lo scrivo in grazia del cattivo tempo, perché bisogna render giustizia a questo paese confessando che in compagnia del Sole non si ci sta tanto male! Si gira, si guarda, si osserva… ma colla pioggia! – Benedetto Iddio! se avete destinato di inacquare alcun poco il globo terraqueo deh sbalestratemi ve ne scongiuro mille miglia lontano da Padova! –

Opera Collegata

Titolo: Lettere di Ippolito Nievo
Visualizza Opera