Ab Urbe condita I, I 1-3

Opera: Ab Urbe condita libri CXLII

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Ab Urbe condita I, I 1-3
Ab Urbe condita libri CXLII
116-117
[1, 1] Iam primum omnium satis constat Troia capta in ceteros saevitum esse Troianos; duobus, Aeneae Antenorique, et vetusti iure hospitii et quia pacis reddendaeque Helenae semper auctores fuerant, omne ius belli Achivos abstinuisse; [2] casibus deinde variis Antenorem cum muititudine Enetum, qui, seditione ex Paphlagonia pulsi, et sedes et ducem rege Pylaemene ad Troiam amisso quaerebant, venisse in intimum maris Hadriatici sinum, Euganeisque, [3] qui inter mare Alpesque incolebant, pulsis Enetos Troianosque eas tenuisse terras. Et in quem primum egressi sunt locum, Troia vocatur, pagoque inde Troiano nomen est; gens universa Veneti appellati.
[1, 1] Anzitutto concordemente si tramanda che dopo la presa di Troia i Greci infierirono contro tutti gli altri Troiani, e nei riguardi di due soli, Enea e Antenore, si astennero dal trattamento di guerra, sia per antichi legami di ospitalità, e sia perché sempre erano stati fautori della pace e della restituzione di Elena; [2] dopo varie vicende poi, insieme con un gruppo di Eneti, i quali, cacciati in seguito ad una rivoluzione dalla Paflagonia e perduto sotto le mura di Troia il re Pilemene, cercavano una sede e un capo, Antenore pervenne nella parte più interna dell'Adriatico, e cacciati gli Euganei, [3] che abitavano fra il mare e le Alpi, gli Eneti e i Troiani occuparono quelle terre. Il luogo in cui dapprima presero piede fu chiamato Troia, ed è rimasto il nome di Troiano a quel distretto; l’intera gente prese il nome di Veneti.

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Titolo: Ab Urbe condita libri CXLII
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