La pioggia mattutina, la gioia, la Simonetta nell’aria elettrica, col suo golfino grigio-perla e il mitra ad armacollo. L’insurrezione di Padova fu un fatto abbastanza importante, la nostra felice trovata di primavera, eravamo nelle strade, armati, eccitati, giovani, finiva la guerra con notevoli atti e spari: pure devo confessare che la cosa più importante mi pareva lei, la figuretta aggraziata, il viso serio serio da insurrezione. Avrei voluto dedicarmi a con templare lei insorta, ma c’era da fare. […] Dalla strada si vede il Pra della Valle; c’era un’automobile ferma in mezzo alla via selciata, con un muro da una parte, dall’altra i portici; qua e là c’erano gruppetti di partigiani. Come in uno scherzo, cominciarono a esplodere proiettili tutto attorno. Agli strappi sulle lamiere dell’auto riconobbi la mitraglia da venti: sparavano dal Pra della Valle, infilando tutta la strada. Sarà stato un plotone; si distingueva qualche elmetto sotto gli archi in fondo al Pra. In due o tre ci mettemmo dietro i pilastri, e cominciammo a sparare anche noi. Faceva l’effetto di tirare piselli con la fionda. La macchina bruciava. Provai ad avvicinarmi un po' ai mitraglieri, anche gli altri per conto loro cercavano di fare lo stesso, Il portico era pieno di cose che rimbalzavano. Feci due pilastri, al terzo c’era un ragazzo seduto per terra, voltato all’indietro. Sulla spalla gli si era formata una macchia di sangue: cercai istintivamente le gocce sul marciapiede, ma non ce n’erano ancora. Pensai con grande compiacimento: “Più quarantotto di così, si muore”. Poi lo tirai sotto il portico. C’era un portone tipicamente padovano, di quelli che pare custodiscano una casa abbandonata; c’era un campanello senza nome, e lo suonai. Il portone padovano fece uno scattino. Dentro c’era un ingresso ampio e vuoto, uno scalone. E in cima allo scalone, perfettamente incredibili, due giovani donne bionde e graziose che già scendevano i primi gradini con le braccia amorevolmente distese. Pareva di essere caduti dentro a un componimento patriottico. Il piacere era schiacciante.