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Delusione amorosa (cap. II, vv. 43-63)
Delusione amorosa (cap. II, vv. 43-63)
Opera: Cancionette
Dettagli Testo
Delusione amorosa (cap. II, vv. 43-63)
Cancionette
pp. 104-105
Questa non è quella sperancia ardente che nel principio del tuo amor mi davi, cun lusinge e parolle, or prompte, or lente. Questo non è l'incendio, ove monstravi fugir ogni viltà, quand'io ritenni tuo vaga fantasia cum detti gravi. Questo non è degli amorosi cenni il pegno congiurato tante volte e la fede promessa, ond'io convenni. Né questo è quel che, dopo angosce molte, haver credev'io, né questa è la spene che le temence mie deve aver tolte. Ma il rimedio promesso a le mie pene? Ma gli usati piacer? Ma il riso e 'l gioco? ,a d'ogni cortesia parole piene, le qual, per crescer l'amoroso foco al mio desir, se ne portoro i venti, di ch'io rimasi assai tacito e fioco? Ah, folle mio pensier, ché non ti penti di creder sempre, lasso, ove è men fede, e facilmente contra il vero assenti?