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Il sacrificio della figlia (II, V 344-363)
Il sacrificio della figlia (II, V 344-363)
Opera: L'Aristodemo
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Il sacrificio della figlia (II, V 344-363)
L'Aristodemo
p. 129
Necessità di fato obligo con la Patria, onor severo ti sgridano altamente. Una sol morte mille vite risparmia; or tu se nieghi, timida, non è questo un tradir la tua Patria? Un dar in preda all'avido Spartan (che vincer puossi se vinciamo noi stessi) i pochi avanzi e preziosi del Messenio Impero? Sofferirai che spenga la nostra gloria il fier nemico, e mieta con la fiamma vorace i patrj campi? Che disperga le polveri di mille anime grandi a cui costò tanto la patria? E tu le mani ai lacci porgerai? Sì, sì, conserva Merope al tuo nemico, Aristodemo al trionfo di Sparta. O moglie, o Amfia ti sien legi i miei detti. In pace togli il voler del destin, ch'al mio dà lege.