Le distrazioni dallo studio (sonetto XXXV)

Opera: Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio

Dettagli Testo

Le distrazioni dallo studio (sonetto XXXV)
Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio
http://www.
Hora prov'io che l'è ben vero el detto
del gran morale, là dove monstrava
ch'al studioso huom non besognava
quel ocio et quel silentio che fi cretto.
Però ch'el studio mio s'è posto e dretto
ad aspro sòn d'una campana prava:
di sotto stan gramatici che grava:
sì ch'io tra du' fastidij so' constretto.
Et per la fenestruccia alcuna volta
mi occore agli ochi, alicitivo obiecto,
una fangiula con la coma sciolta,
che mi dà noglia con alcun dilecto;
tal che la mente m'à talor rivolta,
trahendo in altra parte l'intelecto.
Or pensa quand'io son qui studioso,
qual i' sarei dov'io fosse ocioso!
Il sonetto è una divertita rappresentazione dei fastidi che disturbavano lo studio di Dondi: le rumorose molestie dei colleghi grammatici e la distrazione causata dalle belle fanciulle.

Opera Collegata

Titolo: Rime di Giovanni Dondi dall'Orologio
Visualizza Opera