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Per la dignità di Padova e dei Padovani
Per la dignità di Padova e dei Padovani
Opera: Lettera d'un Padovano al celebre signor abate Denina
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Per la dignità di Padova e dei Padovani
Lettera d'un Padovano al celebre signor abate Denina
pp. 43; 52-
Padova, dite voi, né ai tempi antichi né ai moderni non ha mai prodotto un guerriero. S'io non temessi di scandalezzarvi con un discorso poco eroico, vorrei dirvi che questo è il solo punto nel quale soffrirei con minor pena di darvi vinta la causa: poiché cotesta gloria insanguinata non mi par la più vagheggiabile. Ma checché ne sia, mi trovo costretto a dirvi che nell'arte d'ammazzare e di farsi ammazzare la mia patria non cesse punto a veruna delle città nazionali. [...] Ma veniamo ai letterati che sembravano il prodotto più naturale di Padova, e di cui pure voi la trovate sì scarsa. Non contenuto di darci poco, fate anche prova di smozzicarcelo quanto potete. Niuno finora aveva dubitato che Tito Livio non fosse nostro. Voi siete il primo a sofisticare su i nostri titoli. [...] Ora veggendo che i padovani non sono nemmeno gratificati da voi con questa lode vaga e generica, che mai debbono pensar gli accademici di Berlino della nostra sciagurata Padova, se non se ch'ella non ebbe mai un solo che si sollevasse alcun poco sopra la più volgare mediocrità? Ohimé! lo credete voi daddovero? e se nol credete, perché farlo credere agli altri? È questa colpa di ...? o di ...? Via, prendiamola discretamente: sarà colpa d'oblioviosità. E bene, vediamo s'io posso farvi risovvenire di qualche nome che vi sembri degno di memoria.
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Titolo: Lettera d'un Padovano al celebre signor abate Denina