Mugge il tuono: e fra 'l tuono tu senti melodia di soavi concenti. Guizza il lampo: e la nuvola nera s'apre al riso di limpido sol. Questa è calma che attende bufera; questa è gioia nutrita di duol. Stan per tutto pensose e frementi fra speranza e timore le genti: libertà sotto forme novelle splende agli occhi, si stampa ne' cuor'. Le nemiche si senton sorelle, e fra l'ira si parlan d'amor. Francia, al monte ed al mare t'affaccia; stendi, o Francia, ai dolenti le braccia: nelle mani hai la pace e la guerra; i dolenti riguardano a te. Trema, o Francia, e gioisce la terra al sonar del tuo rapido piè. Piegheranno al tuo cenno minace i superbi, e vorranno la pace. Della luce il settemplice raggio si confonde in un solo candor: delle genti francate il coraggio si contempri in un inno d'amor. Settembre, 1848.