CORTEG.: Parmi, Monsignor, che così temiate di dir male della lingua latina, come se ella fosse la lingua del vostro Santo da Padova; alla quale è di tanto conforme che, come quella fu di persona già viva, la cui santità è cagione che ora, posta in un tabernacolo di cristallo, sia dalle genti adorata, così questa degna reliquia del capo del mondo Roma, guasto e corrotto già molto tempo, quantunque oggimai fredda e secca si taccia, nondimeno fatta idolo d´alcune poche e superstiziose persone, colui da loro non è cristiano tenuto, che non l'adora per Dio. Ma adoratela a vostro senno, solo che non parliate con esso lei; e volendo tenerla in bocca, così morta come è, siavi lecito di poterlo fare; ma parlate tra voi dotti le vostre morte latine parole, e a noi idioti le nostre vive volgari, con la lingua che Dio ci diede, lasciate in pace parlare.