S. Speroni, Dialogo delle lingue, in Id., Opere, Introduzione di M. Pozzi, t. I, Roma, Vecchiarelli, pp. 166-201
1989
1542
Il Dialogo delle lingue di Speroni è un trattato dialogico (incluso nei Dialoghi) che mette in scena la “questione della lingua” nel pieno Cinquecento: un confronto tra latino/greco e volgare e una riflessione su quale volgare, con quali norme e usi. Composto negli anni Trenta, fu pubblicato a Venezia presso i Figliuoli di Aldo nelle edizioni dei Dialoghi a partire dal 1542 (poi 1543, 1544, ecc.). La finzione è collocata nell’autunno del 1530; il pretesto narrativo è l’assunzione di Lazzaro Bonamico alla cattedra di greco e latino allo Studio di Padova, con Pietro Bembo che lo incalza. Tra gli interlocutori compaiono, oltre a Bembo e Bonamico, figure-tipo come il Cortegiano e lo Scolare. Speroni fa “parlare” posizioni diverse (bembismo, difesa del latino, uso cortigiano e pratico del volgare) senza chiudere con una sentenza unica, secondo una regia deliberatamente plurivocale e problematica. Il volgare emerge come lingua di cultura pienamente praticabile (anche in ambiti alti), accanto alla tradizione classica; il dialogo diventa anche un manifesto della circolazione accademica delle idee (Speroni è protagonista degli Infiammati, accademia fondata a Padova nel 1540).
Testi Associati
ID
Titolazione Estratto
Estratto Originale
Traduzione
Azioni
118
La difesa del volgare
LAZ.: Se io credessi bisognarmi persuadere a' scolari di Padova che la lingua latina fosse cosa da seguitare e da fuggir la toscana, o io non v'andere...
119
Per una nuova lingua
CORTEG.: Almeno dirò quello che io averò in core; e lo studio che io porrei in infilzar parolette di questo e di quello, sì lo porrò in trovare e ...
123
Contro le morte latine parole
CORTEG.: Parmi, Monsignor, che così temiate di dir male della lingua latina, come se ella fosse la lingua del vostro Santo da Padova; alla quale è d...