Le discipline del Trivio

Opera: Catinia

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Le discipline del Trivio
Catinia
pp. 128-151
Ce. - Pedetentim eamus, atque audiamus quid Trivio illo suo velint, quid doceant.
Q. - Scolarum prima grammaticorum est, ad quam, puerilis cum sit, non quidem maturos homines, verum tenellos pueros litterandos ducunt. [...]
B. - Putassem hoc medicorum esse, purgare illos qui balbius loquerentur.
Q. - Emendare blesos ad eos spectat qui mederi sciant; pueros autem instruere, ut congrue dicant, ad eos pertinet, qui grammatici sint.
Ca. - Idem puto.
B. - Quisque hoc istud putat. [...]
Ca. - Satis est, atque satis, hac de arte dictum. Nunc, Questie, alterum ad gradum pergas. [...]
Q. - Hac in scola neque piscari neque mercari quicquam, verum altercari docent: quod hinc sit qui ratione quid dictum velit, alter inde qui ratione dictum neget. Itaque sepe numero accidit quod, cupiditate non discernendi veri sed obtinendi belli, uterque pertinaci animo pugnat, atque ita, ne victus sit, pugnat quod, mordaci nunc lingua, nunc ardenti oculo, sepe digitis, interdum pugnis, et faciem et dorsa pugnat.
Ca. - Nihil igitur preter altercari discunt.
Q. - Prorsus nihil.
B. - Quam stultum!
Ce. - Et stultum et inhumanum. [...]
L. - Quo nomine artem hanc vocant?
Q. - Dialectica nuncupatur.
B. - Barbarum puto: inauditum nomen est.
Ce. - Barbarum puto. [...]
Ca. - Senex equidem prope sum, plurima lustravi loca, varia cum gente fui: nomen hoc nusquam unquam audivi. [...] Exegisti quales due sint; inpresentia ius deposcit quod hac ista tertia de arte dicas.
Q. - Artem hanc, quam tertio loco ponunt, rhetoricam ipsi vocant.
B. - Quid prebet ista?
Q. - Uti aiunt ipsi qui litterati sunt, aiam: persuadendi hec instrumenta tenet.
B. - Hec ista percommoda mihi esset, quod persuadere, blandiri, rogare nonnunquam oporteat, ut avari bibant, comedant, gaudeant.
Ce. - Sentiamo ora che mai si pretenda da quel loro Trivio e quale insegnamento esso dovrebbe darci.
Q. - Il primo gradino scolastico ci fa incontrare i grammatici i quali - avendo a che fare, a questo livello, con dei bambini e non certamente con degli uomini fatti - proprio i più teneri ragazzetti erudiscono nei primi rudimenti di tutta quella loro cultura. [...]
B. - E io che pensavo fosse compito dei medici correggere chi ha una balbuzie troppo spinta!
Q. - Spetta in realtà a chi conosce la cura specifica guarire i balbuzienti, mentre è dei grammatici far sì che i ragazzi parlino con proprietà di linguaggio.
B. - E dunque da questa grammatica non c'è proprio nulla da imparare, visto che non serve affatto a correggere chi tartaglia. Per me chiunque non balbetta è senz'altro capace di esprimersi bene.
Ca. - Anche per me.
B. - Ci mancherebbe che qualcuno la pensasse diversamente! [...]
Ca. - Beh, si è detto abbastanza, anzi l'abbiamo esaurito, questo argomento. Ora, Questio, passa a trattare il successivo gradino. [...]
Q. - In questo tipo di scuola non si insegna né a pescare né a commerciare qualcosa, bensì a fare polemiche: di qua si impanca uno che pretende di aver parlato fornito di ogni ragione, di là si agita un altro impegnato a respingere nettamente il valore di quali argomenti. E così succede di frequente che, non tanto per l'ardente sete di verità quanto invece per voglia di attaccar briga, entrambi sfoderino una tale grinta che pur di non soccombere non si fermano davanti a nulla: dalle parole taglienti e dalle occhiate di fuoco si passa alle vie di fatto. Spesso si spintonano o si graffiano la faccia, ma a volte sono cazzotti che si danno di santa ragione.
Ca. - Insomma, imparano solo a litigare.
Q. - Eh sì, proprio nient'altro.
B. - Che pazzia!
Ce. - Roba da matti. Mostruoso. [...]
L. - Ma quale sarebbe il nome di questa materia che insegnano?
Q. - Si chiama "Dialettica".
B. - A me pare ostrogoto: mai sentita prima questa parola.
Ce. - Pare anche a me. [...]
Ca. - Io ormai sono vecchiotto, o quasi, e ho girato abbastanza il mondo, sono stato a contatto con tanta gente, d'ogni genere, ma questo nome mai e poi mai l'ho sentito. [...] Di due ci hai già detto tutto. Ora, per non far torto a nessuna, parlaci anche di questa benedetta terza arte.
Q. - Quest'arte, cui riservano il terzo posto, viene chiamata dai suoi cultori "Retorica".
B. - Ma questa almeno ti sa dare qualcosa di buono?
Q. - Io ti posso dire quello che ti direbbero i suoi estimatori: essa possiede i mezzi mediante i quali tiri la gente dalla tua parte persuadendola delle tue buone ragioni.
B. - E questa sì che mi farebbe tantissimo comodo, perché ogni qual volta se ne presentasse la necessità potrei con il suo aiuto convincere, tutto carezzevole e invitante, gli spilorci a bere, mangiare e a divertirsi.

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