Grammatice doctor, simul artis rhetoricorum, Rolandinus eram. Nunc rege iubente polorum vermibus hic esce iaceo. Quam tu tibi sortem, qui legis, expecta, neque fas tibi fallere mortem, et bene scis quod tu finem non effugis istum. Ergo roga tibi postque roga michi parcere Christum. Mille ducentenis Christi currentibus annis tunc ego natus eram; sed ab his post septuaginta sex, simul alma pie redeunt dum festa Marie in februi mense, celi peto fercula mense. Rex pie, rex celi, nato miserere fideli. O primum Flamen, tuus hic sit spiritus. Amen.
Dottore in grammatica, così come nell’arte retorica, Rolandino fui. Ora, per volontà del Sovrano comandante della volta celeste giaccio qui nutrimento dei vermi. Mentre tu la sorte, che percorri, ti attendi, il fato non ti fa sfuggire la morte, e sai bene che tu non fuggi a questa fine. Dunque interrogati e poi prega Cristo di avere misericordia di me. Nell’anno milleduecento, in quel tempo io ero nato; ma dopo settantasei anni, mentre i santi festeggiamenti di Maria ritornano nel mese di febbraio, io cerco il banchetto del cielo. Re pietoso, re del cielo, abbi misericordia del tuo fedele nato. O primo Spirito, possa il tuo spirito essere con me. Amen