Poi che 'n vostro terren vil Tasso alberga (Rime eteree, 34 [515])

Opera: Rime di Torquato Tasso

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Poi che 'n vostro terren vil Tasso alberga (Rime eteree, 34 [515])
Rime di Torquato Tasso
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Poi che 'n vostro terren vil Tasso alberga
Dal Ren traslato, ond'empia man lo svelse,
Là 've par ch'egualmente homai l'eccelse
Piante e le basse horrida pioggia asperga,
S’egli già fu negletta et humil verga,
Hor mercé di colui che qui lo scelse
Fra' suoi be' lauri, e propria cura felse,
Tosto averrà ch'al ciel pregiato s'erga.
E caldi raggi, e fresch'aure e rugiade
Pure n'attende a maturar possenti
E raddolcir l'amate frutta acerbe,
Onde il lor succo a l'api schife aggrade
E mel ne stilli che si pregi e serbe
Poscia in Parnaso a le future genti.
Questo sonetto funge contemporaneamente da autopresentazione di sé e da testo di dedica all’ecclesiastico Scipione Gonzaga, fondatore dell’Accademia degli Eterei.

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Titolo: Rime di Torquato Tasso
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