Un angolo ancora intatto

Opera: Finestre sul fiume

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Un angolo ancora intatto
Finestre sul fiume
pp. 185-190
Quello che io scelgo è un villino moderno coperto d'edera rampicante, bucato come un alveare, tutto poggioli e tutto finestre, al limite estremo della città, dove il fiume con una bella curva entra nella campagna. È un angolo ancora intatto, che ha conservato il suo carattere, direi la sua atmosfera: in nessun altro punto, forse, è così sensibile la vicinanza e la parentela con Venezia. E la strada dove andrò ad abitare si chiama «Riviera». Non è grigia, qui, questa grigia città; non è banale: sulla riviera piena di sole si allineano case borghesi e palazzetti un po' scoloriti, un po' decaduti come quelli di Murano, ma di una certa nobiltà, con bifore e trifore, senza botteghe sotto, qualche grazioso attico... Laggiù, accigliata sul cielo smorto, la Specola, e, ai suoi piedi, un giardinetto di tulipani in fiore. La prima cosa che ho fatto arrivando qui, è stata d'ammalarmi. O, per meglio dire, bene non stavo da parecchio tempo, ma avendo infine consultato dei bravissimi medici, sono entrata immantinente in corso di malattia. Divieto d'uscire; necessità di riposo assoluto, lente giornate invernali... [...] Tra le due basse rive colorate di innumerevoli verdi, guardo l'acque del fiume eternamente scorrere. E al di là del fiume, grandi campi arati, odore di terra bagnata, gli Euganei azzurri al limite dell'orizzonte. Quanto bella sei, malgrado morte o vita, o natura! - Il faut être toujours botté et prêt à partir… No, non sono pronta. Lasciami qui ancora un poco, o mio Dio.

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