Opera: Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII
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La domus magna (da Mussato)
Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII
pp. 74-75
Habitavit Paduae Albertinus apud pontem Molinum ea ipsa in domo - ne quid pretermittam - quam impresentia qui haec memorat habitat. [...] Domi vero est amicicia Lovati familiariter usus. Erat Lovatus aetate tunc senex virque hac in civitate honoratus ac multae scientiae. Nam et civili in iure erat doctissimus et poetarum omnium quos vel sua vel patrum vidit aetas, si XII tabulas non miscuisset Musis, Petrarcae sententia faciliime princeps. Amicicia quoque Musatus est usus Bovatini, hominus quippe istis in litteris eruditi. Habuit nanque diebus unis Padua civitas Lovatum, Bovatinum, Musatum qui delectarentur metris et amice versibus concertarent.
Albertino abitò a Padova nella zona di Ponte Molino in quella stessa casa - non lo voglio tacere - dove abita attualmente colui che ricorda questi fatti. [...] In patria godette dell'amicizia familiare di Lovato. Era costui allora già vecchio e onorato in città e di grande sapienza. Era infatti dottissimo in diritto civile e, secondo l'opinione di Petrarca, sarebbe stato il più grande di tutti i poeti del suo tempo, se non avesse mescolato alle Muse le dodici tavole. Mussato godette anche dell'amicizia di Bovatino, anch'egli uomo dotato di cultura letteraria. In quei giorni la città di Padova ebbe quindi Lovato, Bovatino, Mussato che si dilettavano di poesia e disputavano amichevolmente tra loro in versi.
Il "Bovatino" che riferisce Sicco Polenton è probabilmente Zambono di Andrea, confuso dall'umanista con Bovetino de Bovetini da Mantova, giurista rinomato e attivo a Padova negli ultimi anni del Duecento, di cui è ancora visibile l'epigrafe funeraria nel Duomo di Padova. Polenton probabilmente venne tratto in inganno dalla Questio de prole, in cui si fa riferimento al bos, e dall'epigrafe di Bovetino, in cui si legge che egli riceveva il nome a bove.
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Titolo: Scriptorum illustrium Latinae linguae libri XVIII