Bernardo Tasso nacque l'11 novembre 1493 da Gabriele e da Caterina Tasso, appartenenti a due rami della nobile famiglia del Cornello. Orfano intorno ai quindici anni, fu affidato allo zio materno a cui dovette principalmente la sua educazione. Iniziò gli studi tra Bergamo e Padova, dove si formò alla scuola umanistica e fu allievo di eminenti figure come Pietro Bembo e Sperone Speroni. Tra i primi risultati delle sue attività letterarie figura il Libro primo de gli Amori, pubblicato nel 1531, in cui già si mostrava apertamente orientato verso un classicismo alternativo al petrarchismo prevalente. Il suo classicismo s'incarnò pienamente nel Libro secondo, redatto a Napoli nel 1534 sotto l'influsso dell’Accademia Pontaniana e della tradizione neolatina. Parallelamente alla sua attività poetica, Tasso intraprese una lunga carriera diplomatico-cortigiana, dapprima al servizio del conte Guido Rangoni e in seguito del principe di Salerno, Ferrante Sanseverino, al quale rimase fedele per oltre vent’anni, seguendolo nelle campagne d’Ungheria e a Tunisi, viaggiando tra Spagna, Fiandre e Roma, e ne condivise le alterne fortune politiche. Nel 1536 sposò Porzia de’ Rossi, madre del celebre figlio Torquato Tasso, nato nel 1544. Intorno alla metà del secolo compose il poema epico Amadigi, pubblicato nel 1560, in cui rielaborò in cento canti l'avventura cavalleresca ispanica Amadís de Gaula, tentando di elevare il genere al rango del poema eroico secondo i criteri aristotelici e della Controriforma. Completerà il progetto con il Floridante, lasciato incompiuto e pubblicato postumo dal figlio nel 1587. Nel corso della sua vita soggiornò in diverse corti – Urbino, Mantova, Ferrara – ricevendo incarichi diplomatici e di governo. Nel 1569 fu nominato podestà di Ostiglia, dove morì nel medesimo anno. Bibliografia: https://www.treccani.it/enciclopedia/bernardo-tasso_%28Dizionario-Biografico%29/