Nato a New York il 15 aprile 1843, in una famiglia cosmopolita (fratello del filosofo William James), cresce tra Stati Uniti ed Europa; fin da giovane frequenta Ginevra, Parigi e Londra. Esordisce come critico e narratore nei giornali e riviste americane degli anni ’60–’70 dell’Ottocento. I primi romanzi, Roderick Hudson (1875), The American (1877), Daisy Miller (1878), Washington Square (1880) e The Portrait of a Lady (1881), che lo afferma come maestro del romanzo di analisi. Negli anni ’90 tenta il teatro, ma torna presto alla narrativa, registrando la svolta nei Notebooks. La piena maturità coincide con la “trilogia maggiore”: The Wings of the Dove (1902), The Ambassadors (1903) e The Golden Bowl (1904); quindi le Prefazioni alla New York Edition (1907–1909), summa della sua poetica. Dal 1875 vive stabilmente in Europa (Parigi, poi Londra), quindi a Rye nel Sussex, nella casa oggi nota come Lamb House (dal 1897; acquistata nel 1899), divenuta luogo simbolo della sua attività tardo-vittoriana. Durante la Prima guerra mondiale, per solidarietà con il Regno Unito, si naturalizza britannico nel 1915 e riceve l’Order of Merit; muore a Londra il 28 febbraio 1916. Accanto ai romanzi, James è autore di racconti capitali (tra cui The Turn of the Screw, 1898) e di prosa di viaggio. Per l’Italia restano centrali Travelling Companions (Atlantic Monthly, 1870) e Italian Hours (1909).