Connessione Letteraria #356

Henry James • Travelling Companions

Estratto Letterario

"I have no space and little power to enumerate and describe the various curiosities of Padua. I think we saw them all. We left the best, however, for the last, and repaired in the late afternoon, after dining fraternally at a restaurant, to the Chapel of Giotto. This little empty church, standing unshaded and forlorn in the homely market-garden which was once a Roman arena, offers one of the deepest lessons of Italian travel. Its four walls are covered, almost from base to ceiling, with that wonderful series of dramatic paintings which usher in the golden prime of Italian art. I had been so ill-informed as to fancy that to talk about Giotto was to make more or less of a fool of one’s self, and that he was the especial property of the mere sentimentalists of criticism. But you no sooner cross the threshold of that little ruinous temple - a mere empty shell, but coated us with the priceless substance of fine pearls and vocal with a murmured eloquence as from the infinite of art - than you perceive with whom you have to deal: a complete painter of the very strongest sort. In one respect, assuredly, Giotto has never been surpassed, - in the art of presenting a story. The amount of dramatic expression compressed into those quaint little scenic squares would equip a thousand later masters. How, beside him, they seem to fumble and grope and trifle! And he, beside them, how direct he seems, how essential, how masculine! What a solid simplicity, what an immediate purity and grace! The exhibition suggested to my friend and me more wise reflections than we had the skill to utter. “Happy, happy art,” we said, as we seemed to see it beneath Giotto’s hand tremble and thrill and sparkle, almost, with a presentiment of its immense career, “for the next two hundred years what a glorious felicity will be yours!"

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Autore

Nome: Henry James
Periodo: 1843-1916
Categoria: Ottocento
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Opera

Titolo: Travelling Companions
Edizione: https://www.theatlantic.com/magazine/archive/1870/12/travelling-companions-ii/630659/
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Luogo

Nome: Cappella degli Scrovegni
Indirizzo: Piazza Eremitani, 8, 35121 Padova PD
Coordinate: 45.41181767107308, 11.879524868027584
Descrizione:
La Cappella degli Scrovegni, conosciuta da tutti con il cognome del suo committente Enrico, è intitolata a Santa Maria della Carità e nota in tutto il mondo per lo straordinario ciclo pittorico realizzato da Giotto, dal 2021 parte del Patrimonio Mondiale UNESCO. La cappella fu commissionata da Enrico degli Scrovegni, figlio di Rinaldo, facoltoso usuraio padovano, che agli inizi del Trecento aveva acquistato da un nobile decaduto, Manfredo Dalesmanini, l'area dell'antica arena romana di Padova. Qui provvide a edificare un sontuoso palazzo, di cui la cappella era oratorio privato e futuro mausoleo familiare. Chiamò ad affrescare la cappella il fiorentino Giotto, il quale, dopo aver lavorato con i francescani di Assisi e di Rimini, era a Padova chiamato dai frati minori conventuali ad affrescare la sala del Capitolo, la cappella delle benedizioni e forse altri spazi nella Basilica di Sant'Antonio. Infondata, invece, è la voce secondo cui Enrico Scrovegni avrebbe commissionato la Cappella come atto d'espiazione del peccato commesso dal padre, che Dante Alighieri, qualche anno dopo la conclusione del ciclo giottesco, pone all'Inferno tra gli usurai. L'opera di Giotto costituisce il massimo capolavoro ad affresco dell'artista e testimonia la profonda rivoluzione che il pittore toscano portò nell'arte occidentale. Il ciclo affrescato da Giotto in soli due anni, tra il 1303 e il 1305, si dispiega sull'intera superficie interna della Cappella narrando la Storia della Salvezza in due percorsi differenti: il primo con le Storie della Vita della Vergine e di Cristo dipinto lungo le navate e sull'arco trionfale; il secondo inizia con i Vizi e le Virtù, affrontate nella porzione inferiore delle pareti maggiori, e si conclude con il maestoso Giudizio Universale in controfacciata. Il soffitto voltato è un manto azzurro di stelle e presenta, nei tondi, le figure di Maria, di Cristo e dei Profeti. Nel presbiterio si conserva ancora il gruppo scultoreo Madonna con il Bambino tra due angeli realizzato dal grande scultore Giovanni Pisano all'inizio del Trecento.
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