Le Confessioni d'un Italiano

Romanzo • Prima edizione: 1867

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Le Confessioni d'un Italiano
Romanzo
I. Nievo, Le Confessioni d’un Italiano, a cura di S. Casini, voll. I-II, Parma, Guanda Editore
1999
1867
Le confessioni d’un italiano (scritto tra il dicembre 1857 e l'agosto 1858, pubblicato postumo nel 1867 con il titolo Le confessioni d'un ottuagenario) è il romanzo per eccellenza di Ippolito Nievo. Nella finzione, sono le memorie dell’ottuagenario Carlo Altoviti, che racconta la propria vita intrecciata alla storia italiana dalla fine del Settecento alla Restaurazione e alle rivoluzioni. Dal castello di Fratta (Portogruaro) all’Università di Padova, da Venezia a Milano e Napoli, l’educazione sentimentale (l’amore irregolare e assoluto per la cugina Pisana) procede insieme alla formazione civile: la caduta della Serenissima (1797), l’età napoleonica e le delusioni del post-Campoformio diventano prova di coscienza per un “veneziano” che impara a riconoscersi italiano. La parabola di Pisana e l’amicizia con intellettuali patrioti guidano il protagonista attraverso sconfitte e speranze fino all’approdo in una maturità etica che coincide con l’idea di nazione. Il romanzo è insieme storia d’un carattere e romanzo storico nazionale: unisce Bildungsroman e cronistoria del Risorgimento in una prima persona memoriale dal tono spesso ironico e partecipe. La lingua, né aulica né popolare, mescola registro medio e innesti locali (veneto-mantovani), a sostegno dell’“oralità” della confessione; la dialettica privato/pubblico (amore/patria), memoria/storia e coscienza/identità sostiene l’idea - centrale nel libro - che l’esperienza individuale sia materia della storia collettiva.

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