F. Dall’Ongaro, A G. Japelli. Ode, in Il teatro di Padova riedificato dall’architetto Giuseppe Japelli con illustrazioni e VI litografie, Padova, Crescini, pp. 11-14.
1847
1847
L’Ode A G. Japelli di Francesco Dall’Ongaro è un testo encomiastico del 1847 composto per celebrare l’architetto Giuseppe Jappelli in occasione della riapertura del Teatro di Padova (il “Teatro Nuovo”, poi Teatro Verdi) dopo i lavori di riedificazione affidati allo stesso Jappelli. L’ode uscì nel libretto illustrato Il teatro di Padova riedificato dall’architetto Giuseppe Japelli (1847). La riapertura solenne del teatro e la celebrazione di Jappelli furono ampiamente seguite dalla stampa veneta. Nell’orizzonte civile del 1847, l’ode esalta Jappelli come artefice di modernità urbana, facendo del teatro ricostruito un emblema cittadino dove utile e bello coincidono. È un elogio pubblico che intreccia pratica architettonica, decoro urbano e orgoglio patavino, in linea con altri testi coevi del poeta per eventi cittadini.
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Ode a Jappelli restauratore del Teatro Verdi
Mentre il tuo nome imprimi, Mirabile Japelli, Nell’opere sublimi Onde la patria abbellì, Chiaro così, che mai Dimenticato andrai;