Dall’Ongaro coltiva la novella/racconto con finalità popolare ed etico-civile: storie agili, spesso con chiusura morale, ambientate tra Veneto e spazio adriatico-mitteleuropeo, che intrecciano cronaca, costume, leggenda locale e un patriottismo temperato dall’attenzione ai ceti popolari. La pratica narrativa matura già negli anni della direzione della triestina Favilla (1838-46), dove alterna novelle, poesia dialettale, note di costume e teatro: la prosa breve è per lui strumento di educazione e mobilitazione “dal basso”. I Racconti (Firenze, Le Monnier, 1869) comprendono testi noti come La Donna bianca dei Collalto (leggenda trevigiana), La valle di Resia (Friuli), La fidanzata del Montenegro, Fanny, Il palazzo de’ Diavoli, che mescolano folklore, storia locale e sentimentale in chiave accessibile. Tra i temi, spiccano la moralità civile e patriottica (virtù domestiche, lavoro, onestà), l'interesse per tipi popolari e paesaggi di confine (Carso, Resia, Adriatico); frequenti nuclei leggendari (es. Collalto) restituiti in prosa chiara, paratattica, dialogica, pensata per la circolazione ampia (giornali, almanacchi, volumi Le Monnier).
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Fanny e Filippo
«D'una cosa — diceva ella — io poveretta avevo bisogno per non darmi alla disperazione: di sapermi non disprezzata, amata un poco da voi! Senza d...