N. Tommaseo, Fede e bellezza, edizione critica, introduzione e commento a cura di F. Danelon, Alessandria, Edizioni dell'Orso
1996
1840/1852
Fede e bellezza è un romanzo di Niccolò Tommaseo composto fra 1838–39 (in Corsica, dopo un passaggio a Nantes) e pubblicato a Venezia nel 1840; Tommaseo lo rivede profondamente e ne dà una redazione definitiva nel 1852. La critica recente invita a considerare il 1852 come testo di riferimento, non la princeps del 1840. Opera autobiografica d’introspezione (dietro il protagonista Giovanni si adombra l’autore) e insieme pedagogica (la parabola morale di Maria); guarda ai modelli francesi della prosa-confessione, in particolare alla Volupté di Sainte-Beuve. Il romanzo è in sei libri e intreccia registri diversi (racconto in terza persona, pagine diaristiche, lettere, inserti saggistici), in un montaggio che alterna presente narrativo e retrospettiva. Al centro, la storia di Giovanni e Maria: incontro, confronto dei passati (confessione reciproca), tentazioni, matrimonio e prova morale. La vicenda è meno “d’azione” che itinerario interiore (con tappe in Francia e in Italia) e fa spazio a quadri di vita e meditazioni etiche.
Testi Associati
ID
Titolazione Estratto
Estratto Originale
Traduzione
Azioni
228
Ricordo di un tramonto in Prato della Valle
Ero a Padova: dal prato della Valle ammiravo, di là delle aperte finestre d'un vecchio palazzo, le calde tinte del sole occidente nell'aria estiva: e...
229
Recarsi al Santo e amare Dio
Mia madre mi raccontava come passando di Padova, andò al Santo; e all'arca di lui nell'ombra sacra stese la mano e posò 'l giovane capo, pregando. V...